Il Comune dirotta la movida dove ci sono solo uffici

Niente divieti per limitare la movida selvaggia. Meglio creare
alternative ai soliti luoghi di ritrovo (Colonne, Navigli e Arco della
Pace). Il piano della giunta Pisapia è quello di dirottare il popolo
della notte nel centro della città, dove ci sono solo uffici e la sera
non si dà fastidio a nessuno

Niente divieti per limitare la movida selvaggia. Meglio creare alternative ai soliti luoghi di ritrovo (Colonne, Navigli e Arco della Pace). Il piano della giunta Pisapia è quello di dirottare il popolo della notte nel centro della città, dove ci sono solo uffici e la sera non si dà fastidio a nessuno. Ed ecco quindi che i nuovi luoghi cult delle notti milanesi diventeranno piazza San Babila, punto di convoglio dei bus notturni, corso Vittorio Emanuele, piazza Affari, la Fabbrica del Vapore e via Vittor Pisani. Per ora il progetto è solo teorico, ma nei prossimi mesi diventerà più elaborato. Si pensa alla promozione di eventi musicali e manifestazioni, con la collaborazione dei privati, e all’allestimento di strutture mobili, dai palchi ai mini chiringuiti. «Così limiteremo gli eccessi della movida in vista di soluzioni più lungimiranti» spiega l’assessore all’Ambiente Pierfrancesco Maran.
L’idea tuttavia non piace un granché al Pdl. È l’ex assessore all’Urbanistica Carlo Masseroli a smontare il progetto di creare nuovi templi della movida. «Quello della giunta Pisapia è un piano dirigista destinato a fallire» critica. Immaginando l’imposizione di una nuova mappa del divertimento, Masseroli va di affondo e sostiene che il piano «dimentica il principio della liberta dei giovani. La pubblica amministrazione che cura i suoi cittadini dalla culla alla tomba dimenticandosi della liberta risponde al modello tipico della sinistra, ma non funziona». L’unica strada percorribile, secondo l’opposizione di centrodestra, è quella dei «controlli ferrei nei luoghi della movida. Poi può funzionare un sistema di incentivi che possano far si che poli attrattivi nascano in specifici territori, in altre sedi. Il pgt - puntualizza Masseroli - era lo strumento per attivarli: un vero strumento di governo che loro invece hanno bloccato». La giunta cercherà di convogliare i giovani soprattutto alla Fabbrica del Vapore, che ora è «una sorta di cattedrale nel deserto» e potenzierà i circoli giovanili.
Si sta anche pensando di non abbattere ma di aprire i cancelli del parco delle Basiliche fino a mezzanotte (non solo fino alle 22, «troppo presto») e di organizzare vari eventi sul prato. «Nel momento in cui apriamo i cancelli - assicura Granelli - dobbiamo dare ai cittadini la garanzia che l’area sarà sicura».
Intanto l’assessore raccoglie i primi risultati del piano di controllo della movida messo in atto da sei settimane ai Navigli e da una settimana all’Arco della Pace. «Alle Colonne e in corso di Porta Ticinese - spiega - funziona il limite delle 2 di notte. Dopo quell’ora la piazza cambia volto e lascia spazio al silenzio». Idem sui Navigli, dove «dopo le 2 i residenti possono dormire tranquilli». Il piano per tener sotto controllo gli schiamazzi sembra funzionare anche all’Arco della Pace, dove ogni sera circolano sei vigili. «Stare in mezzo alla gente - aggiunge Granelli - ci dimostra che stare in mezzo alla gente, ascoltare, spiegare e confrontarsi è un mezzo fondamentale per amministrare una città». In certi casi tuttavia servono le maniere forti: dopo il rave party improvvisato sabato 30 luglio alle Colonne, è stato denunciato il dj «abusivo» per attività senza autorizzazione. Ci sono anche denunce per schiamazzi e disturbo della quiete pubblica. «Non potevamo intervenire con il rave in corso - spiega Granelli - sarebbe scoppiata una bagarre».