«Il Comune dovrà risarcire i cittadini»

L’amministrazione municipale condannata a versare 1.032 euro a 12 cittadini per i disagi dell’emergenza rifiuti

da Napoli

Sulla «monnezza» di Bassolino, Iervolino e Bertolaso, è piovuta altra «benzina».
Non si tratta del carburante che viene cosparso da irresponsabili cittadini, sui chilometrici cumuli di rifiuti che stanno asfissiando la Campania, ma della sentenza di un giudice di Pace, Raffaele Oliviero, della prima Sezione civile.
Il magistrato, infatti, ha condannato il Comune di Napoli e l'Asia (l'azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti) a risarcire - con la somma di 1.032 euro - 12 cittadini napoletani, per il danno alla salute causato dall'emergenza rifiuti, turbamento della qualità della vita e il danno esistenziale del cittadino, costretto a vivere tra i sacchetti di rifiuti, senza neanche poter circolare liberamente.
C'è da giurare che, adesso, appresa la notizia, altri cittadini si precipiteranno per fare causa al Comune e all'Asia. Nel frattempo, altre 150 persone che vivono in alcuni comuni del napoletano, hanno presentato ricorso al giudice di pace, attraverso l'avvocato Angelo Pisani - presidente dell'associazione «Noiconsumatori» - chiedendo di essere risarciti dai loro comuni di appartenenza, per la emergenza rifiuti.
«Bassolino, sei tu il colpevole». La pesante accusa è del presidente della Commissione ambiente al Senato, Tommaso Sodano di Rifondazione comunista, che ieri mattina, ha pubblicato, con questo titolo, un articolo sulla questione della emergenza rifiuti, sul quotidiano del partito, Liberazione. Bassolino «ha scaricato la colpa - scrive Sodano - sui sindaci e i cittadini anti inceneritori: complimenti, la misura è colma, è arrivata l'ora di prendere seriamente e serenamente le distanze dal comportamento dell'amministratore e del politico».
Poi, l'avvertimento finale: «O Bassolino accetta di confrontarsi con noi a partire dalla questione rifiuti sulla realtà della situazione, sia passata che presente che futura, o la nostra collaborazione non potrà proseguire». Aria di crisi in vista, dunque, alla Regione Campania.
«Non una sola parola di autocritica», aggiunge il Presidente della Commissione ambiente. Non è «mai davvero partita una seria raccolta differenziata» accusa Sodano. «Per la differenziata non ha mosso un dito e altrettanto ha fatto la Iervolino».
«Bassolino deve dimettersi. Adesso basta». Anche Forza Italia, con questo slogan è partita all'attacco del presidente di regione più contestato d'Italia. Nelle strade e nelle piazze più significative della Campania, verranno installati un centinaio di gazebo per la raccolta delle firme per chiedere le dimissioni del governatore. Obbiettivo dichiarato degli «azzurri», arrivare a raccogliere un milione di firme.
«Siamo in grado di riuscirci», dicono dal quartiere generale del Coordinamento regionale di Forza Italia. «Il nostro è un atto politico, le firme le consegneremo a Bassolino, vediamo se rifiuterà di dimettersi». Spiega il parlamentare e coordinatore campano, Nicola Casentino. «È inammissibile che il maggiore responsabile della grave emergenza ambientale in cui si dibatte la Campania, continui a sedere tranquillo sulla poltrona di presidente della Regione».