«Il Comune e la Regione devono copartecipare»

«Rompere il muro tra la realtà comunale, detentrice dell’azione in campo sociale, e quella regionale, che opera le scelte strategiche nel settore sanitario, al fine di creare un’integrazione socio-sanitaria tra le istituzioni per costruire un modello di sanità “virtuoso” che tuteli la salute del cittadino». Un obiettivo importante che il sindaco Gianni Alemanno auspica di realizzare in un momento in cui il sistema sanitario del Lazio è avvolto da un deficit che da dieci miliardi di euro è lievitato ancora, sfiorando i dodici miliardi.
Nel corso del convegno «Sanità regionale e piani attuativi: quale destino e ruolo per il Comune di Roma», svoltosi presso la Camera di Commercio e coordinato dal delegato del primo cittadino per le Asl, Adolfo Panfili, Alemanno parla di «responsabilità trasversali» che hanno creato il deficit di spesa sanitaria, proponendo, inoltre, delle strategie per la riorganizzazione della rete ospedaliera: «È necessario costruire un modello sanitario basato non su un sistema ospedalocentrico, ma su un policentrismo territoriale. L’attuazione di un progetto che abbia come centralità il territorio e un’attenta analisi di definizione dei piani di zona sanitari - spiega il sindaco - porterebbe a un duplice risultato. Da una parte la riduzione dei ricoveri dei pazienti che, se non acuti, potrebbero fronteggiare la malattia grazie a un’adeguata assistenza domiciliare. Un supporto che non li sradicherebbe dalla loro realtà quotidiana. Dall’altra la riduzione della spesa sanitaria, evitando appunto l’ospedalizzazione dei malati anche quando non necessario. Condizione che accresce non poco il debito sanitario regionale».
Parla di co-partecipazione dell’amministrazione comunale alle scelte programmatiche della regione in materia sanitaria anche l’assessore comunale alle Politiche sociali, Sveva Belvisio, che sottolinea: «All’interno della Riforma di Roma Capitale ho richiesto dei poteri straordinari che mirino alla tutela socio-sanitaria del cittadino». La programmazione di un modello di assistenza socio-sanitaria sul territorio convince anche i camici bianchi, rappresentati dal presidente dell’ordine dei medici e odontoiatri di Roma e provincia, Mario Falconi che dichiara: «Finalmente le categorie più deboli come gli anziani e i soggetti diversamente abili o affetti da patologie croniche e psichiatriche non cadranno nel dimenticatoio». E anche in merito allo spreco regionale di risorse, Falconi aggiunge: «Punto cruciale della programmazione sanitaria è la razionalizzazione della rete ospedaliera che deve prevedere la chiusura degli ospedali periferici non attrezzati e il reinvestimento dei fondi a vantaggio di strutture specializzate di eccellenza. Inoltre il servizio sanitario deve essere meritocratico».