Tra Comune e tassisti tornano i «venti di guerra»

(...) soddisfa perché va contro gli impegni presi». Alle 10, sciolta la riunione del Leonardo Da Vinci, alcuni rappresentanti della categoria si dirigono verso la sede dell’assessorato alla Mobilità di via Capitan Bavastro per incontrare l’assessore Mauro Calamante. Oggetto del contendere la revisione del nuovo regolamento comunale ritenuto dai tassisti penalizzante per l’intera categoria.
«Il Comune - sottolineava il presidente dell’Uri, Loreno Bittarelli - ha deciso di affidare ad Atac la gestione amministrativa dei nostri cambi turno e delle procedure legate alle nostre pratiche burocratiche, senza prima confrontarsi con noi. Atac è una società potenzialmente concorrente, che come noi fa trasporto pubblico di massa e sta per lanciare il servizio di car-sharing. Inoltre non ci è stato neanche concesso di visionare il protocollo che contiene la convenzione stipulata tra Atac e Comune». Passano i minuti e la situazione si scalda. Quando Calamante arriva alcuni tassisti lo fronteggiano usando toni duri, tanto che per riportare la calma deve intervenire la polizia. «Voi continuate a fare i prepotenti - replica l’assessore -. Stamattina c’è stata un’occupazione impropria e provocatoria della sede dell’assessorato. Ci sono persone che con la violenza vogliono imporre la loro volontà. Informerò il sindaco Veltroni - che qualche ora dopo avrebbe “condannato con rigore il vergognoso episodio” - e credo che ci saranno delle conseguenze».
Intorno alle 13 seguiva una riunione di circa 30 minuti tra lo stesso Calamante e i rappresentanti di alcune sigle sindacali (tra cui Uri, Ciisa, Ugl e Confartigianato) dall’esito interlocutorio. Alla fine le parti decidono di aggiornarsi al tavolo tecnico già fissato per giovedì prossimo. «Se in quella occasione non ci faranno vedere la bozza del documento - avverte Bittarelli - proclameremo subito lo sciopero. Il 12 comincia la Festa del cinema? Beh, se sarà necessario la bloccheremo». «Atac - aggiunge Calamante - è un’agenzia comunale, interamente pubblica perché di proprietà del Comune, e non può essere in concorrenza con i tassisti». Dichiarazioni che precedevano quelle bellicose del pomeriggio: «Chi pensa di rappresentare i tassisti con la violenza troverà nell’amministrazione un muro di cemento. Le tariffe? Un aumento del 25 per cento è un obiettivo difficilmente attendibile». Intanto in serata le sigle Unica taxi, Cisl, Uil, Cna, Uti, Claai e Lega coop si dissociavano «dalla condotta irresponsabile tenuta da alcuni tassisti». «È evidente - replicava Bittarelli - che quei sindacati che stamattina non si sono presentati sono schierati con il Comune». A giovedì quindi, per una nuova puntata di questa interminabile telenovela.