Il Comune fa retromarcia: domani salta il blocco auto

Contrordine compagni! Tutti liberi di circolare, attraversare il centro in auto e scorazzare per la città, qualunque sia la vettura che state guidando. Il Comune ha deciso di revocare la delibera per il contenimento dell’inquinamento atmosferico, che prevedeva, dopo il 14esimo giorno consecutivo di sforamento dei livelli di allerta, la chiusura al traffico della Cerchia dei Bastioni dalle 7,30 alle 19,30 sette giorni su sette e il divieto di circolazione per i diesel Euro 3 e di rimettere la palla nelle mani dei 134 sindaci dell’hinterland convocati dalla Provincia per domani.
Le dichiarazioni di tecnici ed esperti sull’inutilità nella lotta all’inquinamento del blocco della circolazione, le preoccupazioni per i pendolari, la consapevolezza dell’impossibilità per il trasporto pubblico di reggere l’urto improvviso di quasi 60mila passeggeri in più al giorno, hanno costretto il sindaco verde-arancione a una clamorosa retro marcia. La forza gentile che tanto si è dimostrata determinata sul super Ecopass, ribattezzato «area C», si è dovuta piegare alle ragioni del buon senso e del realismo.
Poi ci sono le ragioni del «buon vicinato»: non è la prima volta che i colleghi del milanese contestano al Comune una visione solipsistica e miope del problema. Non si può chiudere il centro al traffico ignorando le migliaia di pendolari che ogni giorno vengono in città per lavoro e che molto spesso non hanno alternative per gli spostamenti. Questo il senso dell’incontro di ieri pomeriggio tra Giuliano Pisapia, il «suo» assessore all’Ambiente Pierfrancesco Maran, il Presidente della Provincia Guido Podestà e l’assessore provinciale all’Ambiente Cristina Stancari. Un incontro fissato da tempo, che si è concentrato sull’emergenza smog. «È una questione di metodo: la lotta all’inquinamento va affrontata su scala metropolitana» le parole di Podestà. Così non si possono prendere in solitaria decisione che non riguardano solo i milanesi ma tutti gli abitanti della provincia e oltre. Serve quindi una politica condivisa. Da parte sua, il sindaco avrebbe chiesto a Palazzo Isimbardi di esercitare un’azione di moral suasion sui sindaci dell’hinterland perché prendano provvedimenti contro lo smog. Il sondaggio commissionato da Palazzo Isimbardi tra i sindaci mostrava la disponibilità dei primi cittadini a prendere decisioni impopolari purché condivise. «Sono soddisfatta della decisione del Comune di condividere con i sindaci dell’area metropolitana il metodo - il commento dell’assessore all’Ambiente Stancari -: l’emergenza smog non riguarda solo Milano, ma un territorio ben più vasto».
La palla passa ora ai 134 sindaci della fascia di prima cintura che sono stati convocati lunedì pomeriggio a palazzo Isimbardi: saranno chimatai a valutare e decidere alcune proposte. Due le alternative sul piatto: targhe alterne fino a Sant’Ambrogio - strada che piace anche ai vertici della provincia - e blocco della circolazione per i diesel Euro 3.