Il Comune «Per fermare l’emergenza la città ha bisogno di più agenti»

Codice rosso. È il quarto stupro in città in meno di venti giorni, e si torna a parlare di emergenza. La vittima questa volta è una studentessa sudamericana aggredita ieri notte dopo una serata trascorsa con gli amici in discoteca. L’aguzzino, un nordafricano. Straniero. Come negli ultimi tre, e «come la stragrande maggioranza dei casi, e spesso sono clandestini» accusa il vicesindaco Riccardo De Corato. Non nasconde che la città «avrebbe bisogno di più agenti». Un boccata d’ossigeno è arrivata con i 430 soldati dalla scorsa estate a oggi, «stanno supplendo bene alla carenza di forze dell’ordine, ma soprattutto aumentano la percezione di sicurezza nelle periferie, perché girano i quartieri a piedi». Insistere su queste due strade è la richiesta del vicesindaco al prefetto e al questore, per «fermare l’escalation di violenza». I 180 poliziotti e carabinieri «liberati» dal controllo degli obiettivi a rischio «non facciano lavori d’ufficio, ma vengano usati tutti per il controllo del territorio». E non tanto a bordo di volanti (indispensabili per gli interventi di emergenza) ma «a piedi e in periferia» insiste De Corato. La parola d’ordine è prevenire: «Tanti intervengono sui metodi per punire gli aggressori - afferma De Corato -. Bisogna concentrarsi piuttosto sull’impedire che questi reati vengano commessi». I pattugliamenti nelle strade più buie e lontane dal centro, in primis. Ma anche «creare pool antistupri per le grandi città, con magistrati che lavorano già sulle violenze sessuali e reparti speciali di polizia e carabinieri». Se mettono insieme le loro esperienze «forse è possibile arrivare un po’ prima che il fatto accada». In testa alla classifica degli autori di stupri ci sono gli stranieri, soprattutto romeni, seguiti da marocchini e albanesi. Il problema, quando si tratta di clandestini, è che le carceri scoppiano e l’unico Cpt rimane quello di via Corelli «anche se il ministro dell’Interno Roberto Maroni - puntualizza il vicesindaco - ne aveva garantiti di nuovi».
Sul piede di guerra Davide Boni, assessore e capodelegazione della Lega in Regione: «Non deve sorprenderci che il Carroccio torni in piazza a chiedere la castrazione chimica per chi commette un reato contro la persona, come quello di stupro». Le pene vanno commisurate al reato, insiste, quindi «la richiesta non è eccessiva». Boni chiede anche un «giro di vite all’immigrazione clandestina, anche perché i dati dimostrano che troppo spesso questi reati sono commessi da stranieri».