Il Comune: i soldi per i no global sono spesi bene

Il sindaco: «Il corteo ci è costato 72mila euro, meno del Nautico. Gli insulti agli agenti? Atti di singoli» Lista Biasotti e An: ci ha gabbato

(...) «Le spese per il salone nautico, e manifestazioni come le Tall Ships sono di molto superiori» afferma il sindaco, che aggiunge: «Se ragionassimo in questa maniera allora le città dovrebbero rimanere sempre vuote». Tutto vero, lo dice il sindaco: quasi come se l'indotto portato dai manifestanti fosse lo stesso di quello portato da i visitatori del salone. Di più: «Non si è trattata di una manifestazione qualunque in una qualsiasi in città, ma di una manifestazione importante che ha dimostrato come il conflitto possa non sfociare in tragedia ma in una pacifica manifestazione».
Sui conti però, la manifestazione di sabato ha creato non pochi problemi. Il Comune aveva previsto circa 200mila euro di spese, invece, a quanto pare, la cifra è differente. «Facendo bene i conti su quanto si è speso per i servizi offerti ai manifestanti, in effetti le spese effettuate dal Comune sono molto inferiori». Cinque, dieci milioni di differenza? No, 130 mila euro in meno. Nell'ordine: 6.700 euro per pagare gli straordinari a dipendenti comunali, stessa cifra ad Aster per posizionamento di transenne ed altri piccoli interventi , 2.500 euro ad Amt per il prolungamento dell'orario di servizio della metropolitana e per i turni aggiuntivi dei servizi autobus, infine 56.400 ad Amiu per la movimentazione dei cassonetti rimossi cautelativamente e per la predisposizione di servizi igienici da campo. Il tutto per un totale di 72.300 euro anziché i 200mila euro annunciati, «necessari - dice Vincenzi - poiché per manifestazioni di 40-50mila persone vanno concessi dei servizi».
Il consigliere biasottiano Franco De Benedictis si arrabbia: «La risposta del sindaco non ci soddisfa e devo constatare che per l'ennesima volta i cittadini sono stati gabbati dal sindaco, perché Genova è stufa di dover pagare qualsiasi cifra per questi manifestanti». Ancora più duro l'intervento di Gianni Bernabò Brea (An): «Ci vuole bella faccia tosta a considerare quella manifestazione come una di festa di pacificazione, ho il rispetto per tanti colleghi che hanno partecipato, ma lì dentro, c'erano anche teppisti pronti a saccheggiare la città». E ancora: «Bisogna ringraziare i genovesi del silenzio assordante con cui hanno accolto i no global, molto più forte degli strilli di chi è venuto qui per intimidire la magistratura».
Nessuno però, né dalla maggioranza né dall'opposizione sottolinea come le forze dell'ordine siano state costrette a farsi da parte per evitare possibili tensioni. Anzi, il sindaco attacca «chi aveva definito me, il prefetto e il questore irresponsabili per aver permesso ad alcune persone di manifestare proprio come la democrazia del nostro paese consente». Il tutto per ribadire che «la manifestazione ha portato ad un risultato molto importante che ha fatto bene anche alla città». D'accordo, ci sono state anche le scritte e qualche coro contro le forze dell'ordine, «ma quelle - dice il sindaco - sono responsabilità che vanno ricercate tra i singoli e non si possono attribuire ai gruppi. Ribadisco che questa è stata una buona giornata per Genova che ha avuto un significato importante di pacificazione, un tassello per tornare a guardare al confronto democratico superando l’atmosfera di paura». Del resto, c’è già chi dice che di queste manifestazioni ce ne saranno altre e per verificare certi comportamenti ci sarà sempre tempo.