Comune: intesa-beffa per i lavoratori di nidi e scuole dell’infanzia

Lucia Resta

«Orari da treni» per le educatrici dei nidi e per le insegnanti della scuola dell’infanzia. Sarà la conseguenza di un accordo con l’amministrazione di Roma firmato dai rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Diccap. In base a questo accordo e ad un meccanismo inserito negli articoli 158 e 159 del Contratto collettivo decentrato integrativo (Ccdi), si prevedono sfalsamenti di orari durante la giornata lavorativa secondo una griglia di articolazioni che ricorda, come dicono le educatrici del Comune, «una tabella degli orari dei treni».
I due articoli in questione del Ccdi, che estende a livello territoriale quanto previsto dal Contratto collettivo nazionale, parlano di turnazioni scaglionate nell’arco della giornata non omogenee nel corso della settimana. Le lavoratrici avranno notevoli disagi, ma l’amministrazione potrà vantare un risparmio economico anche perché ci sarà sempre meno bisogno di supplenti, inviate solo se si verificheranno alcune condizioni «discrezionali» e che sarebbero comunque lavoratrici precarie e part time.
Alcuni rappresentanti dell’Unione sindacale italiana enti locali del Comune di Roma si sono opposti alla ratifica degli articoli 158 e 159, ma per adesso i loro sforzi sono vani. Nell’assemblea delle 180 Rsu del Comune tenutasi ieri, infatti, invece di votare uno a uno i 190 articoli del Ccdi e i 111 emendamenti presentati, sono state approvate due mozioni. Con la prima sono stati respinti in blocco tutti i 111 emendamenti, con la seconda è stata sospesa la questione riguardante gli articoli 158 e 159 ed è stato dato mandato ai rappresentanti del settore educativo di Cgil, Cisl, Uil e Diccap di trattare con l’amministrazione e qualunque decisione prenderanno sarà considerata come già approvata dall’assemblea dei lavoratori.
«Alla faccia della democrazia!», dice Daniela Eginni, una delle Rsu dell’Usi che si oppongono alla ratifica dei due articoli e che aggiunge: «Adesso bisognerà muoversi in altri modi. Cercheremo accordi con i politici, in primis con Adriana Spera, presidente della Commissione Scuola. Non c’è da fidarsi tanto dei rappresentanti dei sindacati incaricati di occuparsi delle trattative per i due articoli contestati, visto che hanno firmato l’accordo con l’amministrazione senza considerare quanto espresso dalle assemblee dei lavoratori, pronunciatesi sempre a favore del ritiro dei due articoli. Evidentemente sono "pappa e ciccia" con l’amministrazione».
La posizione del sindaco Veltroni? Nella lettera inviata ai nidi e alle scuole dell’infanzia l’1 settembre ha parlato con toni entusiastici del nuovo Ccdi, che, invece, a causa dell’eccessiva flessibilità introdotta provocherà non poche difficoltà alle lavoratrici e anche agli utenti, cioè i bambini e le loro famiglie.