Il Comune: «Inutile il blocco antismog» E la Regione s’infuria

Albertini contro l’ordinanza con Verdi e negozianti: servono interventi strutturali

Marcello Chirico

Alle 8 di questa mattina scatta il primo blocco totale del traffico privato previsto per il 2006. Il primo dei due calendarizzati dalla Regione per il mese di gennaio (l’altro scatterà domenica 29), col Pirellone intenzionato a mantenere anche per febbraio e marzo venturi la «doppietta» di giornate antismog nel caso in cui l’emergenza inquinamento dovesse particolarmente radicalizzarsi. Tutto questo in barba alle reiterate rimostranze dei negozianti e alle continue critiche di Verdi e ambientalisti, ai quali ieri si è allineato in parte pure Gabriele Albertini, scatenando la reazione degli uomini del Pirelli. Il primo cittadino ha infatti ripreso un suo vecchio refrain, già tirato fuori negli inverni passati e che in Regione non erano mai stati raccolti con particolare soddisfazione. È capitato pure ieri, quando Albertini è tornato a riaffermare che «gli interventi più efficaci non sono le giornate a piedi, perché sono episodici e non risolutivi: i veri problemi, come appunto quello dello smog, vanno affrontati con interventi strutturali». Su cui Albertini ha detto di «aver già convenuto su questo col governatore già in svariate occasioni», fornendone pure l’elenco delle iniziative che, secondo lui, andrebbero adottate: «Mantenere il riscaldamento a 20 gradi negli appartamenti, coibentare gli edifici, sostituire le caldaia, e poi va disincentivato il traffico privato a vantaggio di quello pubblico attraverso, per esempio, il «congestion charge», che però il sindaco non ha spiegato cosa sia. Piuttosto ha evidenziato come «nessuna ordinanza del sindaco è meno rispettata di quella di mantenere il riscaldamento a 20 gradi, una temperatura sempre superata sia nei luoghi pubblici sia nelle abitazioni private, e in tutte le circostanze sono fonte di inquinamento elevato».
A fargli eco sono stati ovviamente i Verdi, che oggi alle 15 organizzeranno un corteo anti-smog che partirà da Porta Venezia e arriverà fin sotto al Pirellone, per ricordare all’amministrazione regionale che, come ricorda il capogruppo Carlo Monguzzi, «ben venga una giornata senz’auto, comunque inutile se non accompagnata da un piano d’intervento complesso fatto di divieti, ma soprattutto finanziamenti per incentivare l’uso di auto pulite, caldaie meno inquinanti e case con minor dispersione di calore. Il piano c’è ma è sulla carta, poiché mancano sia i divieti che i finanziamenti della Regione, tanto che per recuperare i 600 milioni di costo del piano è intenzionata a tassare combustibili come il gasolio da trazione».
Attacchi prontamente respinti dagli assessori regionali all’ambiente vecchi e nuovi. «Albertini - replica quello attualmente in carica, il cdu Domenico Zambetti - ha ragione nel dire che occorrono interventi strutturali, e infatti lui aveva proposto un’idea opportuna come il ticket d’ingresso in città ma non poi non l’ha realizzato, e ha fatto male. In compenso il sottoscritto ha invitato i cittadini ad una collaborazione più leale con le istituzioni su un uso più appropriato dei mezzi privati, così come a sensibilizzarli in continuazione ad indossare in casa un maglione in più e abbassare il riscaldamento. Ho chiesto, insomma, alla gente di aiutarmi per poterli aiutare a tutelare la loro salute. C’è un’ordinanza del sindaco non rispettata? Sono disposto a concordare con lui le modalità per attuare controlli più restrittivi e continuativi delle caldaie».
Più duro il suo predecessore, Franco Nicoli Cristiani, ora al commercio, categoria sempre fortemente scettica verso i blocchi «che invece servono - sostiene Nicoli -, eppoi chi va a piedi lo shopping lo fa lo stesso. Semmai più penalizzata è la grande distribuzione, perché in genere al supermercato si va in auto. Quanto agli interventi strutturali, è da 5 anni che la regione ha avviato tutto ciò che chiedono Albertini e i Verdi, i quali si vede che posseggono la bacchetta magica e sono in grado di risolvere un’emergenza ambientale come questa meglio di noi. Quanto al riscaldamento, al sindaco di Milano ricordo solo che il più restio a convertire le caldaie è stato proprio il Comune di Milano, e che i controlli sui riscaldamento spettano proprio ai sindaci. Quindi, mandi i vigili a farli». Via col blocco.