Il Comune manda clienti ai Leudi

Maria Vittoria Cascino

da Chiavari

Gli sconti all'Ipercoop per i dipendenti comunali mandano in bestia l'Associazione Commercianti chiavarese. Che già te la racconta com'è dura tirare avanti con l'euro. Che la crisi fa chiudere i negozi storici. Che bisogna inventarsi di tutto per restare nel «carruggio dritto». Figurati poi se il Comune firma un accordo con il centro commerciale «I Leudi» di Carasco spuntando uno sconto dal 5 al 20 per cento per quanti lavorano a Palazzo Bianco. «Nasce una nuova e preziosa alleanza per rafforzare sempre di più il legame con il territorio», recita il comunicato, puntualizzando che «l'amministrazione è pronta ad accogliere proposte analoghe che vengano da altre realtà commerciali cittadine e del comprensorio, perché ciò che più conta è la disponibilità all'apertura e la ricerca di soluzioni comuni».
E mentre Ferruccio Caldirola, Confesercenti, ti dice che «quando si fanno certe azioni non si devono escludere le altre attività commerciali», Vincenzo «Ninni» Bovone, presidente Ascom, è molto meno diplomatico. Ascolta e taglia il filetto: «Lo sa come l'ho saputo? Mi ha chiamato una giornalista di Primo Canale per chiedermi cosa ne pensavo. Sono caduto dalle nuvole. L'amministrazione ha mandato un comunicato agli organi di stampa a cose decise. Un lavoro fatto bene». Lo stuzzichi perché la faccenda è pesante: «Ma come, il Comune va a fare una convenzione con una realtà commerciale di un altro comune, quando noi siamo sul territorio e paghiamo le tasse? Era doveroso interpellarci». I clienti ordinano, lui taglia, pesa e impacchetta. Un sorriso, la battuta e poi di nuovo a bomba: «Nessuno s'è sognato di contattarmi. Li devo ancora sentire adesso». Vabbè, ma nel comunicato è chiaro che le porte sono aperte ad eventuali nuove collaborazioni: «Adesso non mi sta più bene. Dovevano parlare prima. Qualcuno magari ci stava, qualcuno no. Ma c'è una cosa che mi dà fastidio: le amministrazioni non dovrebbero essere super partes?»
Lo stesso comunicato sottolinea che «più volte nel corso degli ultimi anni, i Leudi e il Comune hanno operato in tandem per dare vita a progetti di grande importanza culturale, come la recente avventura con il soprano Katia Ricciarelli e la sua splendida mostra "Ritorno al passato"». E qui Bovone affonda il dente avvelenato: «Sponsorizzazioni che sottendono un do ut des?» Gli chiedi se l'operazione sconti potrebbe incidere sul circuito di vendite cittadino: «Non lo so, ma se qualche centinaio di dipendenti possono usufruire dello sconto è possibile che vadano all'Ipercoop, dove, già che ci sono riempiono le borse, e magari quelli che risparmiano li spendono in benzina». Mastica amaro Bovone, coi tempi che corrono, con i consumi che stagnano, con le feste che hanno strizzato i portafogli. «Manca il grano, è questo il problema. Ma non finisce qui».