Il Comune manda la Digos dai precari in assemblea

DIRITTI NEGATI Il vento a Milano è proprio cambiato. Ma in peggio, se può succedere che dei lavoratori autoconvocati in assemblea, vedano arrivare i poliziotti a cercar di impedirglielo. Per di più chiamati da un pezzo grosso di Palazzo Marino. Sì, proprio quel Comune il cui sindaco è l’ultrarosso (e per di più avvocato) Giuliano Pisapia

Il vento a Milano è proprio cambiato. Ma in peggio, se può succedere che dei lavoratori autoconvocati in assemblea, vedano arrivare i poliziotti a cercar di impedirglielo. Per di più chiamati da un pezzo grosso di Palazzo Marino. Sì, proprio quel Comune il cui sindaco è l’ultrarosso (e per di più avvocato) Giuliano Pisapia. Che invece di garantire i diritti dei lavoratori (a maggior ragione se precari), li manda a visitare dalle forze dell’ordine. Un episodio che avrebbe del paradossale, se a confermarlo non ci fossero i fatti. E le motivazioni con cui si è cercato di impedire l’incontro. Il direttore della sezione Statistiche del Comune, denuncia il comitato auto-organizzato dei rilevatori in servizio a Milano, avrebbe chiamato la Digos per impedire lo svolgimento di un’assemblea sindacale dei rilevatori del censimento, «assemblea che secondo il dirigente non avrebbe potuto svolgersi, poiché il contratto dei rilevatori non consente la convocazione di assemblee nei locali comunali». Ma, dopo una trattativa con i poliziotti, l’assemblea si sarebbe tenuta ugualmente, nonostante il parere contrario del dirigente. L’appuntamento era in via Marsala 8, uno dei luoghi del censimento, sede del front office. Inizio ore 17 e garanzia di copertura dello sportello per i cittadini. «Colpo di scena - si legge in un comunicato -, arriva la Digos intervenuta su richiesta del direttore della sezione Statistiche del Comune per bloccare l’assemblea, in virtù del fatto che i rilevatori non avrebbero diritti sindacali». L’assemblea si è tenuta ugualmente dopo la trattativa con i dirigenti Digos. «Resta tutta la gravità dell’episodio. Ma mai il Santo dei Precari - concludono i rilevatori - avrebbe potuto immaginare che “il vento che cambia” a Milano, facesse così fatica a soffiare».