Il Comune mette le mani nella spazzatura dei genovesi

Paola Setti

Pietro D’Alema l’amministratore delegato di Amiu ascolta la domanda con l’impazienza di chi ha fretta di dare la risposta, perché sì, certo che ci abbiamo pensato al centro storico, e ne abbiamo studiate di geniali. Lo aveva segnalato senza troppo rumore ma con determinazione e una punta polemica il questore di Genova, Salvatore Presenti. Era il giorno dopo l’omicidio di Luciana Biggi in vico San Bernardo, e la nota diceva più o meno così: più agenti saranno schierati, ma «non è solo un problema di polizia, lo è anche di pulizia».
E così, dopo che i carruggi sono scesi in piazza a urlare che «il Comune ci ha abbandonati», il Comune ricospre i carruggi. La conferenza stampa è quella che presenta la tariffa di igiene ambientale, la Tia, che sostituirà la vecchia Tarsu e sarà più odiata della prima, visti gli aumenti. C’è il sindaco Giuseppe Pericu e ci sono gli assessori al Bilancio e al ciclo dei rifiuti Luigi Liccardo e Gianfranco Tiezzi. (...)