Il Comune mette in vendita 45 alloggi

Col ricavato verranno realizzate 117 case popolari

Quarantacinque alloggi in vendita per realizzarne centodiciassette. La palla passa al consiglio comunale, che ha ancora due o tre sedute a disposizione per approvare i provvedimenti più urgenti. E in questa categoria la giunta metterebbe proprio la delibera che ha approvato ieri mattina: via libera alla vendita degli stabili comunali di via Cesariano e Cicco Simonetta, un’operazione bloccata mesi fa dall’aula perché non precisava dove sarebbe finito esattamente il ricavato della vendita né garantiva la destinazione ad alloggi popolari. «Buchi» che il documento che ieri ha ottenuto l’ok degli assessori copre senza lasciare più ombra di dubbio. Il palazzo di via Cesariano è composto da 27 alloggi, 5 negozi, una portineria, 8 cantine e diciotto solai. Per ristrutturarlo Palazzo Marino ha investito 2,6 milioni di euro, due dei quali coperti con il contributo della Regione. La vendita in blocco parte da una base d’asta di 12,5 milioni di euro (il prezzo stabilito dall’Agenzia del territorio, aumentato del 30 per cento), soldi che serviranno a costruire 67 alloggi popolari in via Rospigliosi. Per rimettere a nuovo lo stabile di via Cicco Simonetta - 18 appartamenti, due negozi, depositi e cantine interrati - il Comune aveva investito invece circa un milione e mezzo di euro. In questo caso, la vendita è in blocco e parte da 7,6 milioni, che saranno reinvestiti nella costruzione di 50 alloggi popolari in via Novate.
«Vogliamo dare in questo settore un indirizzo preciso - spiega il vicesindaco Riccardo De Corato, che non ha digerito il ricorso vinto dal sindacato degli inquilini contro la vendita dello stabile di piazzale Dateo, contro cui il Comune si è già opposto al consiglio di Stato -. C’è chi fa ricorsi per tenere vuoti a lungo alloggi in posizioni di prestigio come quello di Dateo e chi, come la giunta, preferisce invece aumentare il patrimonio immobiliare, vendendo subito 45 alloggi centrali per realizzarne 117 in altre posizioni della città». I tempi per approvare le delibere in consiglio sono stretti, «ma noi le riteniamo urgenti - spiega De Corato -, se altri vorranno bloccarle, ne risponderanno agli elettori».