Il Comune: «Niente aumenti per Ici e Tarsu»

Forse saliranno gli oneri catastali e di urbanizzazione: Assolombarda non è d’accordo e annuncia battaglia

Chiara Campo

L’impegno è pesante. «Non taglieremo la spesa corrente e non aumenteremo le tasse», assicura l’assessore al Bilancio Mario Talamona. Le aliquote di Ici e Tarsu resteranno ferme anche per il 2006, e Palazzo Marino per fare quadrare i conti non farà nemmeno ricorso - unico in Italia tra i comuni medi e grandi - all’addizionale Irpef. L’amministrazione conta di conciliare lo sbalzo tra entrate e uscite facendo leva sulla prima voce, ma senza costringere i cittadini a pagare di più i servizi. Sono le coordinate che la giunta Albertini seguirà nella compilazione del bilancio di previsione per il 2006. Linee guida indicate ieri ai colleghi dall’assessore Talamona, che al più presto vorrebbe arrivare a formulare in giunta un primo schema di bilancio. «Qualche riduzione della spesa corrente ci sarà, ma riguarderà solo la macchina amministrativa e non i servizi - precisa Talamona -: cercheremo di contenere gli sprechi, ottenendo ad esempio bollette telefoniche e della corrente elettrica più convenienti». Non aumenterà l’Ici, che è ferma al 5 per mille, la più bassa tra le grandi città e «bloccata» allo stesso livello da nove anni. Per colmare il divario tra spese ed entrate, ad esempio, l’amministrazione cercherà di accrescere gli oneri di urbanizzazione e le rendite catastali. Punto, quest’ultimo, su cui Assolombarda annuncia già battaglia: «Le rivalutazioni catastali di alcune microzone sono operazioni a cui il Comune non è obbligato e non ci sono i termini di urgenza. Non si può procedere alla rivalutazione senza aver preventivamente aggiornato i dati catastali relativi a tutti gli interventi per i quali si impone il riclassamento». Ma il Comune conta soprattutto di recuperare almeno 30 milioni di euro con operazione massiccia di controlli sull’evasione fiscale, che colpirà soprattutto i mancati pagamenti di Ici e Tarsu. «Negli ultimi anni - precisa Talamona - il recupero dell’evasione è andato ben oltre le nostre previsioni». Anche perché, cominciano a vacillare le entrate ingenti che venivano assicurate dalle multe agli automobilisti indisciplinati: «Le contravvenzioni continuano a diminuire - riferisce il vicesindaco Riccardo De Corato - e ovviamente ci fa piacere, segno che i milanesi stanno diventando virtuosi». Il vicesindaco ricorda invece che l’anno scorso i dividendi di Sea e Aem incisero sul bilancio per circa 60 milioni di euro.
La vendita del 33 per cento delle azioni Sea «servirà invece a finanziare le grandi opere pubbliche», spiega De Corato. La delibera sulla privatizzazione tornerà in consiglio comunale dal 12 settembre, col «conforto» per la giunta Albertini della perizia di Mediobanca che pochi giorni fa ha confermato l’esattezza dei 600 milioni di euro indicati come il prezzo base d’asta. Su questo punto si era bloccata la discussione prima della pausa estiva, con la battaglia contro la vendita scatenata anche da Udc e qualche consigliere di Forza Italia. «È stato uno spettacolo non di alto livello, e mi riferisco a tutti coloro che hanno portato il loro contributo di passione e ricerca: si è sentita qualsiasi cifra. Ognuno si farà un esame di coscienza», afferma il vicesindaco. Con la vendita di Sea, insiste, potranno partire tra gli altri i lavori «per la Città della cultura, lo scolmatore di Niguarda, la linea 4 della metropolitana. Non possiamo rischiare di fermare queste opere per un anno o più, entro la fine del 2005 o al massimo inizio 2006 assegneremo gli incarichi esecutivi, perché i progetti già sono pronti, e consegneremo un lavoro già avviato al prossimo sindaco». Anche il sindaco Gabriele Albertini si augura «che l’operazione di vendita possa essere conclusa entro fine anno». De Corato, però, non si aspetta sconti in aula dall’opposizione: «Siamo in campagna elettorale, faranno di tutto per impedirci di realizzare opere che la città aspetta da molti anni».
Ma il capogruppo della Margherita Andrea Fangazo sostiene che «nonostante le rassicuranti parole del sindaco, vogliamo vedere la perizia di Mediobanca per capire se questo valore comprende, ad esempio, l’accordo tra Sea ed Alitalia sottoscritto a luglio».