Il Comune: «No alla moschea di via Sauro»

Palazzo Marino dice «no» a una nuova moschea a due passi dalla Stazione centrale. E, attenzione, non è tanto un «no» di natura politica al consolato del Marocco che richiedeva un luogo di culto quanto un’espressione amministrativa perché, come ricordano in Comune, un «luogo di culto non può essere mai assimilato a qualunque altro intervento immobiliare, edilizio o a una variazione d’uso».
Valutazione con riferimento alla richiesta di locazione per trasformare in centro di preghiera i locali al «piano terreno con annesso seminterrato posto al piano -1» del civico 14 di via Nazario Sauro angolo via Martignoni.
«Si è già preso contatti con la proprietà dell’immobile» scrivono dal settore presidio del territorio di zona 2 (Stazione centrale-Turro-Greco) alla direzione interventi edilizia minore: «La richiesta del contratto di locazione al vicino consolato del Marocco di via Martignoni per la realizzazione della moschea è stata negata».
«No» amministrativo accompagnato da un giudizio negativo dei condomini dello stabile e, parola dell’amministratore, «anche dai residenti dell’intero quartiere»: milanesi che giudicano «elemento di pericolo» l’apertura «di un’iniziativa afferente a una non meglio precisata “Cascina del credo”» perché «viale Nazario Sauro è una strada a intesa percorrenza e, adiacenti all’angolo menzionato, si trovano nella via Martignoni gli ingressi carrai di due grandi condomini».
Come dire: «Eventuali assembramenti costituirebbero un elemento di pericolo a causa dell’intenso traffico che contraddistingue quel punto, aumentando il rischio di incidenti che potrebbero anche coinvolgere pedoni». Non è esagerazione immaginare problemi di ordine pubblico e disagi in quell’area che è di tutto rispetto: infatti, via Nazario Sauro è a nemmeno duecento metri dalla sede degli uffici regionali di via Pola-Taramelli e, quindi, dietro piazzale Lagosta. Location con tanto di linea metropolitana (fermata Zara e Sondrio) realmente all’angolo, che avrebbe di certo richiamato qualche migliaio di fedeli davanti al «mihrab».
Gli stessi che ogni venerdì s’accalcano al civico 50 di viale Jenner, in quel «centro culturale» considerato dalla magistratura un centro di raccolta del terrorismo islamico per il Sud Europa e dove, le strutture dell’immobile, sono a rischio di crollo. Problemino di non poco conto, che i responsabili della moschea vorrebbero risolvere con un trasloco. Non in via Nazario Sauro.