Il Comune: occupare case Aler non è reato

«Sanatoria per tutti», «che la giunta sia di destra o di sinistra lo sgombero è fascista». E soprattutto quel diktat che ieri pomeriggio è stato appeso insieme ad una decina di striscioni sulla facciata di Palazzo Marino: «Se il vento è cambiato fermate gli sfratti e gli sgomberi adesso». E da adesso almeno fino a novembre, lo ha garantito l’assessore alla Casa Lucia Castellano incontrando gli occupanti irregolari delle case popolari, «stop agli sgomberi» fino ad allora «nessuno sarà buttato fuori». Faranno eccezione solo «le persone che commettono reati conclamati, in questo caso c’è un tavolo in prefettura che esamina le situazioni: se abitano regolarmente, perdono il diritto alla casa popolare, se abusivi vengono sgomberati». I «reati» in questione si affretta a togliere il dubbio ai manifestanti , «sono lo spaccio e altri, non l’occupazione abusiva». Ma come, occupare un alloggio comunale non è reato? Balza sulla poltrona del consiglio comunale il Pdl Riccardo De Corato, ex vicesindaco e assessore alla Sicurezza. . «L’articolo 633 del Codice Penale punisce l’occupazione abusiva come reato perseguibile d’ufficio - puntualizza -. Che questo articolo lo ignorino i teppisti del centro sociale il Cantiere ci può anche stare, ma che lo ignori anche l’assessore alla Casa che non ha trovato di meglio che interloquire con i no global, dimenticando che sono i sostenitori di tutti gli occupanti di case popolari la dice lunga».