Il Comune offre aiuto per compilare il censimento

Non se ne viene fuori. Il garbuglio censimento continua a creare problemi e i questionari sembrano ostrogoto tanto quanto la dichiarazione dei redditi. Quella che doveva essere una semplicissima pratica burocratica sta creando problemi in tantissime famiglie. Non solo per la consegna dei certificati, per il sistema internet che va a singhiozzo o per le code in posta. Le difficoltà maggiori si incontrano nella compilazione del questionario in sé. Altro che un quarto d’ora e via. A chiamare il numero verde sono soprattutto gli anziani, imbrigliati in un’odissea senza fine. E pensare che si tratta solo di una fotografia della nostra quotidianità, argomento che dovremmo conoscere senza esitazioni.
Per questo il Comune ha siglato un accordo con i sindacati e dalla prossima settimana darà assistenza gratuita a chi non sa come rispondere alle domande. In alcune sedi dei centri di assistenza fiscale (Caf) di Cgil, Cisl, Uil e Acli, saranno a disposizione i tutori comunali. Ci si potrà rivolgere loro sia per consegnare i questionari, quanto per ricevere assistenza nella compilazione o per l’invio via web del questionario. Si tratta di servizio completamente gratuito, per usufruire del quale non occorre essere iscritti ai Caf, e attraverso cui il Comune intende valorizzare il lavoro dei giovani presenti nelle graduatorie della rilevazione censuaria. «Stiamo cercando anche con questo accordo - ha spiegato l’assessore al Decentramento e Municipalità Daniela Benelli - di semplificare la vita ai cittadini nell’adempimento di quanto vien loro richiesto dal censimento».
Con tutta probabilità, c’è da aspettarsi la coda anche ai Caf. Sono tanti i pensionati che non sanno come gestire la consegna dei moduli e che temono di ricevere la multa a casa (le sanzioni possono arrivare fino a 2mila euro).
Intanto è ancora caos a Milano, che da lunedì mattina è alle prese con il censimento. Il cervellone centrale dell’Istat ieri si è ancora impallato in parecchi uffici postali e in tanti hanno dovuto posticipare la compilazione dei moduli. La coda informatica per il terzo giorno consecutivo ha mandato in tilt il sistema. «Per forza - spiega una dipendente di Poste - Tutti vogliono consegnare i moduli in questi giorni. Noi diciamo che a Milano c’è tempo fino a febbraio, ma sembra che tutti abbiano fretta di disfarsi del censimento». Resta ancora aperto il problema dei certificati fermi negli uffici postali: in tutto 290mila. Vanno consegnati nelle case entro il 22 ottobre ma i rallentamenti sono parecchi a causa dello sciopero indetto dai postini proprio per questo mese. I dipendenti scioperano per chiedere di aumentare il personale e i portalettere e lo fanno proprio in un momento già difficile di suo.