Il Comune paga ai nomadi un corso per diventare attori

Dopo la mensa, il taxi e lo scuola bus, servizi che il Comune di Genova da tempo eroga gratis ai nomadi, qualcuno si sarà domandato quale altra agevolazione dare a questa popolazione, per cercare di rispettare al meglio il programma d'integrazione, voluto dallo stesso, tra genovesi e nomadi. A pensarci bene, altre agevolazioni sembrava impossibile trovarne. Infatti, come migliorare ulteriormente una situazione che prevede agevolazioni a 360 gradi a queste famiglie che sì, abitano per loro scelta in baracche, ma posseggono auto e camper del valore di centinaia di migliaia di euro e indossano capi firmati e prestigiosi orologi ai polsi? Ci ha pensato bene però, il IV Municipio della Valbisagno cui non è sfuggita l'idea di dare un futuro ancora più ovattato ai nomadi e così, per mezzo di un'altra seduta svoltasi tra i 3-4 soliti assessori e naturalmente resa subito eseguibile per «motivi d'urgenza», ha stanziato 2000 euro alla ricerca di un futuro ancor più di prestigio, e che futuro, ai ragazzi del campo nomadi di via Adamoli.
Infatti dopo acqua calda, luce, gas, libri e cibo per neonati pagati dal Municipio attraverso gli assistenti sociali, ha pensato bene di organizzare, esclusivamente per essi, un apposito corso di formazione teatrale attraverso il quale si tenterà di instradare artisticamente queste persone. «Ecco così che per mantenere equilibrato il tenore della loro esistenza - sbottano alcuni consiglieri - si cercherà di fare diventare i ragazzi rom del campo di via Adamoli, provetti artisti teatrali o star del grande fratello. Certo che i “quattro moschettieri“ (come sono scherzosamente soprannominati il presidente e gli assessori, proprio da chi li critica) potrebbero organizzare corsi per lavori più comuni e probabilmente più utili quali tornitore, operaio specializzato o falegname..., fanno notare i sempre più numerosi consiglieri dissidenti del municipio di Molassana, ma andrebbe contro l'etica». Di quale etica si parla lo spiega sarcasticamente (ma non troppo) Domenico Morabito, vicepresidente dello stesso municipio e portavoce di almeno 13 consiglieri: «Uno scandalo. Ma lo immaginate un nomade che si sveglia alle 7 del mattino per partecipare ad un corso di formazione come tornitore, salire sulla Bmw da 80mila euro e andare a scuola? Si è vero - continua Morabito - la scuola è gratis ma nessuno ci andrebbe». Allora? Domandiamo: «Allora è meglio organizzargli un corso teatrale - conclude Morabito - sicuramente più consono al loro tranquillo, agevolato e redditizio tenore di vita».
Ma il fatto più grave, sempre secondo i contestatori, è che la borsa da 2000 euro, che il consorzio sociale Agorà (composto da 12 cooperative sociali) si è aggiudicata, servirà solo per iniziare il corso di formazione del quale si sa quando comincerà ma non quanto durerà o terminerà. Piccoli segnali che fanno supporre ai contestatori che altri finanziamenti, per poter portare a termine un corso di almeno 1-2 anni, seguiranno da parte degli assessorati alla persona e alla cultura del Municipio.