Il Comune «paga» per farsi bocciare il voto agli stranieri

Diego Pistacchi

Tredicimilacinquecentosessantotto euro. È quanto costa, per ora, «creare un dibattito sul voto agli immigrati a Genova». Parole di Pericu, conti del cassiere di Palazzo Tursi. Perché far votare gli stranieri non è una cosa da poco. E pazienza se la Finanziaria taglierà i fondi ai Comuni, se costringerà a ridurre le spese. Non si potrà mica pensare di risparmiare su consulenze così decisive per la qualità della vita dei cittadini genovesi. Infatti l’amministrazione di via Garibaldi ha deciso di resistere, resistere, resistere. Anche contro il presidente della Repubblica che, con proprio decreto, aveva annullato la delibera del consiglio comunale numero 105 del 27 luglio 2004. La famosa «decisione-carta straccia», quella che tutti sapevano non sarebbe servita a far votare gli immigrati alle prossime amministrative, ma che la maggioranza voleva (...)