Il Comune paga per non fare i parcheggi

«Giù le mani da Lavater». Le lenzuola erano appese ai balconi dei palazzi liberty, proprio dietro corso Buenos Aires, anche quando Giuliano Pisapia scelse di ri-partire proprio da lì con la campagna elettorale in vista del ballottaggio contro Letizia Moratti. Il piazzale del parcheggio contestato dai comitati dei residenti a colpi di raccolte firme, ricorsi al Tar, presidi. Un braccio di ferro con il Comune partito dal 2001 quando era ancora sindaco Albertini. «Se vincerò io - disse a fine maggio il Pisapia candidato - il parcheggio sotterraneo non si farà». Applausi (e probabilmente voti). Ieri, da sindaco, l’annuncio trionfale: la giunta ha deciso di strappare il contratto con la ditta Comer che avrebbe dovuto realizzare il silos da 480 posti, metà per residenti e metà a rotazione con una tariffa oraria da 2,5 euro all’ora. A due passi dalla promenade dello shopping dove la caccia alle strisce blu nel weekend può costare ben più cara in termini di tempo perso. Non saranno più realizzati nè il parcheggio di Lavater nè quello di via Buonarroti, il Comune ha raggiunto un accordo extragiudiziale con la società concessionaria, collegata anche alla conclusione di altre due opere da parte della stessa azienda, i silos di Correggio Est e Ovest che dovrà recuperare i ritardi. Una transazione che partiva da una richiesta da parte dell’impresa di circa 5 milioni e che si è chiusa a 1,2 milioni di euro. E cadono con lo stop al cantiere i quattro ricorsi pendenti al Tar. «Siamo molto soddisfatti, rischiavamo un esborso molto superiore» assicura l’assessore ai Lavori Pubblici, Lucia Castellano. Ma con l’accordo il Comune rinuncia anche ad incassare la penale per i ritardi della società sui lavori in via Correggio. L’assessore non ricorda la cifra. Ma dagli uffici ammettono che anche la società è soddisfatta.
La politica del centrosinistra, che dal primo gennaio introdurrà la congestion charge una tassa sul traffico per entrare in centro, «è dissuadere l’uso dell’auto per raggiungere la Cerchia - puntualizza l’assessore - quindi non ha senso realizzare tutti i parcheggi previsti nel Piano che risale addirittura ad Albertini. Ci sono circa 137 cantieri aggiudicati e non ancora avviati, rivedremo la mappa e decideremo volta per volta se la retromarcia è più conveniente». Se costa meno pagare la penale e rinunciare ai cantieri.
I tempi quindi. Per il parcheggio di Correggio Est dove i lavori sono ultimati il Comune ha dato il via libera all’assegnazione dei 224 box residenziali. Per Correggio Ovest, la fine dei lavori è stata fissata al prossimo 28 febbraio e la società deve riconvertire a posteggi privati anche i 360 che erano previsti a rotazione (in tutto saranno quindi 544). la società dovrà invece sbaraccare il cantiere di Buonarroti (su cui pure pendeva un ricorso al Tar) e ripristinare la piazza entro il 31 ottobre. Il pagamento di 1,2 milioni avverrà in quattro tranche, la prima quando l’area di Buonarroti sarà libera, l’ultima quando sarà depositato il collaudo per Correggio Est e Ovest.
Il capogruppo della Lega Matteo Salvini che anche quand’era in maggioranza nella passata amministrazione aveva contestato i parcheggi di Lavater e Buonarroti è coerente, «sono state premiate le proteste e le manifestazioni nostre e dei cittadini, il blocco dei lavori in via Buonarroti è la vittoria del buon senso». Di tutt’altra opinione il capogruppo Pdl Carlo Masseroli: «I comitati applaudiranno, ma chi si occupa della città? Siamo sicuri che non realizzare i parcheggi sia un bene per tutti? Milano è una città con 600 auto per mille abitanti, il doppio della media delle grandi città europee e se non si fanno i parcheggi le strade continuano ad essere invivibili? Quali alternative propongono in Lavater e Buonarroti?».