«Al Comune più competenze sulla sanità»

Chiara Campo

La sanità è «monopolio» della Regione, non si discute. Ma che Letizia Moratti, da sindaco, voglia avere più voce in capitolo lo dimostra fin dalla lista. Dove il mondo della salute e della ricerca sono ampiamente rappresentati. Un nome: Bernardo Misaggi, dirigente del Centro sulle patologie della colonna vertebrale all’Istituto ortopedico Gaetano Pini e membro del Gruppo italiano scoliosi.
Più voce al Comune per la sanità?
«L’assessorato ai Servizi sociali, prima con Girolamo Sirchia, poi con Ombretta Colli, dopo con Tiziana Maiolo, ha fatto ottime cose per gli anziani. Ma quando i cittadini vanno nei grandi ospedali, se qualcosa non funziona danno la colpa al Comune perché immaginano che abbia responsabilità su queste strutture. È bene che Palazzo Marino allarghi un po’ le proprie competenze sulla sanità, intesa anche come ricerca».
Obiettivi da candidato?
«La Moratti parla giustamente di centri di eccellenza scollegati tra loro, il Comune può avere un ruolo di coordinamento. E deve impegnarsi affinché i centri di ricerca milanesi abbiano ricadute sociali, ma anche occupazionali, sul territorio. Da calabrese, vorrei essere un punto di riferimento per i conterranei che vivono a Milano, da moderato cattolico, garantire chi condivide questi valori e, soprattutto, vorrei farmi portavoce degli operatori sanitari che possono fornire le indicazioni più utili per migliorare il servizio».
E per i giovani?
«Avendo a che fare con il campo della chirurgia vertebrale e con le patologie che colpiscono gli adolescenti, come la scoliosi, osservo che su questi temi si è abbassata la guardia. È importante che l’assessorato allo Sport insista sulla medicina preventiva».
Perché in squadra con Letizia Moratti?
«Sia da ministro che da presidente Rai ha reso un servizio al Paese mostrando grande sicurezza e volontà, è riuscita a portare a termine obiettivi difficili come la riforma della Scuola. Ama la sua città e da sindaco potrebbe dare una svolta al metodo di gestione della città. Le piace lavorare in squadra per risolvere i problemi, offre forti stimoli a chi rappresenta la società civile».