Il Comune promuove Area C ma lo smog continua a salire

Diminuisce il traffico, aumenta lo smog. Effetti collaterali di Area C. Sembra, almeno a giudicare dai dati dei primi 2 giorni di area C - ma lo stesso fenomeno si era verificato con le domeniche a piedi - che quando il traffico si ferma o diminuisce, il Pm10 aumenti. Alla faccia del protocollo di Kyoto. Lunedì il sindaco, forse sulla scia dell’entusiasmo, ha definito Area C «il nostro protocollo di Kyoto». L’entusiasmo del «neofita», per dirla con le parole di ambientalisti di lungo corso, fa parlare al sindaco addirittura di morti: «Area C eviterà morti». Peccato che i numeri dicano il contrario. Le centraline hanno registrato valori ben superiori alla soglia di attenzione, sia nella Cerchia dei Bastioni che all’esterno: lunedì il Pm10 ha toccato quota 101 mg/mc a Città Studi, 106 in via Senato e 108 al Verziere. Così in provincia dove lo smog ha superato in media la soglia per sette giorni consecutivi. Se la situazione andrà avanti così venerdì raggiungeremo quota dieci. Ieri l’assessore all’Ambiente della Provincia Cristina Stancari ha avvertito i sindaci dei 134 comuni: «Se l’inquinamento non diminuirà lunedì scatterà l’ordinanza antismog». Fermi i diesel euro 3 senza fap nei Comuni di prima fascia e i diesel Euro 0, 1 2 nei comuni di seconda. «Come avevamo già avuto modo di vedere - osserva Stancari - lo smog non si ferma ai confini di Milano, nè ai cartelli di Area C». I sindaci sono avvertiti.
Ma anche i milanesi. In città il Pm10 ha superato la soglia di allarme per sette giorni. Oggi scattano i divieti, come se Area C non bastasse: fermi i veicoli benzina Euro 0, diesel Euro 0,1 e 2, moto e motorini a due tempi Euro 1, e diesel Euro 0 e 1. Il Comune mette i puntini sulle i: «Si ricorda che dall’1 al 15 gennaio non era attivo alcun provvedimento per limitare l’accesso alla Cerchia dei Bastioni». «Come abbiamo scritto anche nella relazione di accompagnamento - spiega Maria Berrini, presidente di Amat - Area C agisce sul traffico e non sull’inquinamento. Ma riduce le emissioni inquinanti: tagliare il traffico del 30% riduce le emissioni del 20%, che è l’obiettivo di Kyoto. Venendo alla salute, noi contiamo di indurre i milanesi a usare sempre meno l’auto riducendo il black carbon, la componente tossica del Pm10. Studi condotti, per esempio, nelle aree pedonali dimostrano la correlazione tra traffico e black carbon».
Anche ieri il traffico nel centro è sceso del 32,1%. Dalle 7.30 alle 12 le telecamere hanno registrato 36.913 accessi contro i 54.356 di martedì scorso. Tra le 7 e le 7,30 gli occhi elettronici hanno contato 4.555 ingressi, ovvero +427 rispetto ai 4.128 di martedì.
Cambiano le abitudini dei milanesi? Più che altro si spostano: traffico in tilt, per esempio, in viale Papiniano, e dalla prime stime sembra che sia aumentato fuori dalla zona 1 del 30%. Forzati dell’auto, pendolari, milanesi che non possono permettersi il lusso di pagare 5 euro al giorno si sono spinti fino ai confini di Area C, dove hanno lasciato l’auto per prendere poi i mezzi (il metrò ha trasportato 6mila passeggeri in più di martedì scorso). Le 800 contravvenzioni in più per la sosta selvaggia staccate lunedì, che si aggiungono diciamo alla media abituale, la dicono lunga. E dire che la maggior parte dei vigili era impegnata ai varchi per informare i cittadini. Ma erano in campo anche 110 ausiliari della sosta.