Il Comune è pronto a dedicare una via a Rabin

Diego Pistacchi

E Genova inizia la procedura per dedicare una via a Yithzak Rabin, primo ministro israeliano e premio Nobel per la Pace ucciso da un fanatico estremista ebreo durante un discorso in favore della pace in Medio Oriente. Non si tratterebbe di una notizia sconvolgente se non arrivasse proprio a pochi giorni dal «no» pronunciato senza appello alla proposta di intitolare una strada della «sua» Genova a Fabrizio Quattrocchi.
C’è qualche distinguo da fare, e giustamente. Ad esempio che Rabin venne assassinato il 4 novembre del 1995, cioè appena qualcosa in più dei dieci anni che la legge chiede di attendere prima di dedicare spazi pubblici alla memoria di persone scomparse. E che la pratica questa volta è allo studio della commissione toponomastica e non direttamente del consiglio comunale cittadino per quella sorta di «rito abbreviato» molto più in voga quando si tratta di scegliere un personaggio da immortalare nella storia genovese. Ma, fatte queste due premesse, viene da osservare che per Yithzak Rabin il Comune dà risposte assai diverse a quelle fornite durante la vicenda-Quattrocchi a quanti chiedevano di concedergli l’onore di un riconoscimento formale.
L’iter per via Rabin, che pure con Genova c’entra pochino, è stato iniziato da Alleanza Monarchica, che ha scritto direttamente all’ufficio toponomastica di corso Torino. E che ha ricevuto una risposta tutta da analizzare. Innanzitutto il segretario della commissione, Sergio Gallo, scrive ad Alleanza monarchica per chiedere di «corredare la domanda sia da adeguato curriculum vitae e date certe di nascita e di morte di Yithzak Rabin, che dall’indicazione di un’area cittadina individuata per l’intitolazione». Eccola, la prima novità, che certamente è rispettosa del regolamento comunale in materia, ma che altrettanto certamente non è mai stata citata nel procedimento di dedica di una via a Quattrocchi. Nessuno ha mai chiesto a Gianni Bernabò Brea, capogruppo di An, o a Giuseppe Costa, leader dei consiglieri di Forza Italia, di indicare nella mozione poi bocciata, quale strada volessero intitolare al bodyguard ucciso barbaramente in Irak.
Durante il consiglio, anzi, il consigliere leghista Edoardo Rixi, aveva fatto riferimento alla necessità di specificare nell’eventuale delibera che a Quattrocchi non venisse riservato un vicoletto nascosto la cui targa diventasse solo oggetto del vilipendio di qualche extracomunitario. Ma nessuno, dalla maggioranza, aveva sfiorato questo problema, forse ben sapendo che intanto il problema non si sarebbe mai posto.
C’è poi un secondo aspetto, che riguarda direttamente una risposta fornita dal sindaco Giuseppe Pericu. La commissione toponomastica invita Alleanza monarchica a far pervenire la «valutazione preventiva del consiglio di circoscrizione competente». Ebbene, quando ancora all’ordine del giorno del consiglio comunale non erano state iscritte le mozioni su via Quattrocchi, Alba Viani, consigliere di Forza Italia alla circoscrizione Levante, presentò un documento per avviare le pratiche necessarie a dedicare il nuovo parco di via Tanini a Borgoratti, ancora senza nome, alla guardia del corpo genovese. «Il sindaco intervenne per fermare la delibera in circoscrizione - protesta Alba Viani -. La motivazione? È materia che compete al consiglio comunale». Oggi, per Rabin, si torna «all’articolo 6 del vigente regolamento». Cioè al passaggio in circoscrizione.
E, come osserva Michele Forino, segretario regionale di Alleanza monarchica, sulla proposta di istituire a Genova una via Rabin, esiste «una concreta possibilità di accoglimento dell’istanza». Tanto che è stato già individuato il luogo da dedicare all’ex premier israeliano. «Abbiamo indicato - aggiunge Forino - il contro viale, senza nome, esistente nei giardini di piazza Verdi, quale parallela di via Fiume e di viale Caviglia, a partire da via Cadorna». Davanti alla stazione Brignole. Nel cuore della città di Fabrizio Quattrocchi.