Il Comune pronto a offrire 1300 case popolari

L’assessore Verga: «Nessuno in Italia ha investito più di noi»

Da ieri è pubblica la graduatoria per l’assegnazione degli alloggi popolari, il cui bando si era chiuso il 31 dicembre. L’assessorato competente ha reso noto il numero delle domande pervenute (15.340), e di quelle giudicate idonee (12.280), in linea con il trend del precedente bando 2002 (16.719). Tra queste, 912 sono di famiglie sottoposte a procedura di sfratto. Circa la metà ha una condizione reddituale e patrimoniale inferiore ai 7mila euro annui, mentre per i restanti varia dai 7 ai 14mila. I nuclei extracomunitari «battono» gli italiani 6.743 a 5.863, e sono formati in maggioranza da 2 o 3 persone, anche se cresce la quota di singoli (più di 5mila). L’età media degli aventi diritto risulta attorno ai 40 anni.
Ora bisognerà far fronte alla consistente richiesta di alloggi. L’assessore comunale alla Casa, Gianni Verga, conta di poter offrire «dalle 1.200 alle 1.300 sistemazioni, che si liberano ogni anno con il turn over. Grazie allo sforzo di Comune e Aler potremo integrare l’offerta con ulteriori 600 appartamenti. Nessuno in Italia ha investito più di noi. Entro il 2009 saranno ultimati 1.754 insediamenti per l’emergenza, che potrà essere risolta - aggiunge Verga - solo con l’aiuto del Governo. Invece la Finanziaria non concede un solo euro agli interventi di edilizia residenziale». In sostanza, servono risorse fino a 2 milioni per coprire l’attuale fabbisogno abitativo. «Un disavanzo tra domanda e offerta creato in 10 anni di incertezza normativa - precisa Luciano Niero, presidente dell’Aler Lombardia -. È necessario un ragionamento di sistema, perché la città è tornata ad attrarre immigrazione, sia interna sia estera».
L’iter di assegnazione degli insediamenti non è partito eppure già spunta l’ipotesi di un blocco delle graduatorie. Lo fa notare il difensore civico Alessandro Barbetta, con un appello «a usare il massimo rigore, considerato che gli alloggi a disposizione per l’anno in corso potrebbero bastare a malapena a esaudire le richieste degli sfratti esecutivi. Ma sul bando appena concluso - aggiunge l’esperto - pende l’incognita della sentenza della Corte costituzionale, attesa per aprile. Se l’obbligo di risiedere da almeno 5 anni in Lombardia dovesse essere bocciato la graduatoria non sarebbe più valida, con il conseguente stop all’assegnazione delle case». Intanto sono state accolte 250 domande per altrettanti alloggi da locare a canone concordato; 4.681 famiglie milanesi sono state ammesse ai finanziamenti del Fondo sostegno affitti, pari a 11 milioni concessi da Comune e Regione. A marzo un nuovo bando: la formula «sempre aperta» permetterà di compilare l’anagrafe delle esigenze a cadenza semestrale.