Il Comune: «La Provincia non investe sul territorio»

«La Provincia di Milano ha acquisito il totale controllo pubblico della Serravalle per comportarsi come un privato, cancellando i nuovi investimenti a favore della redditività finanziaria». Giorgio Goggi sintetizza così la prima assemblea della società dopo il blitz firmato da Filippo Penati, che è diventato socio di maggioranza acquistando azioni dal gruppo Gavio. Lettura, quella dell’assessore al Traffico e mobilità di Palazzo Marino, contrapposta alla versione della Provincia: «L’assemblea ha approvato un piano finanziario con investimenti dieci volte superiori a quanto realizzato nei cinque anni passati, dando priorità alla sicurezza e alla mitigazione dell’impatto ambientale».
Ma per il Comune di Milano «la Provincia insieme al socio privato» ha fatto passare «un piano finanziario che non prevede nuovi investimenti per il territorio». Accusa sostenuta da quelle tre opere - nuovo collegamento Molino Dorino-Rho, riqualificazione della Rho-Monza e messa in sicurezza dello svincolo di Cascina Gobba - che non sono incluse nel piano approvato da 440 milioni di euro. «Che significa la terza corsia Ponte Po-A21, la riqualificazione dello svincolo Forlanini e delle barriere, il completamento viabilistico di Segrate e il collegamento del Polo Fieristico» rimarca Giordano Vimercati, capo di gabinetto del presidente Penati. Con l’aggiunta «dell’apporto di capitale alla Pedemontana, fondamentale e non derogabile» anche «in vista del completamento dell’ingresso in Pedemontana di Banca Intesa». Nessuna discussione, quindi, sul vertice di Serravalle. Per Penati «Rota non si tocca» ha detto ai legali della Provincia che, in forza del 52 per cento delle azioni, gli suggerivano di chiederne la testa. Scenario indefinibile però dopo settembre.