In Comune un registro del testamento biologico

Potrebbe partire da Milano la battaglia per aprire un registro comunale dei testamenti biologici. A depositare la proposta di delibera per l’istituzione del registro telematico per le dichiarazioni anticipate di volontà relative ai trattamenti sanitari il radicale Marco Cappato. Oggi il consigliere comunale invierà all’ufficio di presidenza del parlamentino milanese la proposta di delibera, che sarà inviata ai consigli di zona per il parere, e poi calendarizzata nei lavori dell’aula.
«Non ho ancora parlato di questa iniziativa con i miei colleghi di maggioranza - spiega Cappato - e lo farò nei prossimi giorni, così so bene che il testamento biologico non era un tema della campagna elettorale del sindaco Pisapia. Penso che, come è nella tradizione radicale, potrà essere utile la pressione esterna: cercheremo la Milano laica, liberale che ha voglia di mobilitarsi - in congiunzione con altri punti come il registro delle unioni di fatto - per questa battaglia di libertà e l’inizio di un’avventura politica». Cappato, che è anche tesoriere dell’associazione Luca Coscioni, non esclude di ricorrere anche allo strumento del referendum popolare, se necessario.
Se l’istituzione di un registro del testamento biologico non era un argomento della campagna elettorale, porta la firma del sindaco la proposta di legge sulle scelte delle cure di fine vita, come ricorda Mina Welby: «il suo sarebbe stato un ottimo testo perché era corto e conciso, mentre quello attuale dice cose che non c’entrano nulla con le cure di fine vita. Nel programma elettorale del sindaco, inoltre, si parla espressamente del rispetto per i diritti civili, e lui stesso disse che avrebbe appoggiato queste richieste dei cittadini».
In assenza di una legge, il registro si può istituire lo stesso, anzi «se questo servizio verrà aperto prima che sia approvata una legge sul biotestamento - spiega Cappato - si aprirà la possibilità per le persone di fare ricorso contro qualcosa che annulli le loro precedenti disposizioni».
Nel dettaglio, la proposta di regolamento prevede due strade: ogni cittadino può presentarsi allo sportello del Comune, che potrebbe essere ospitato nelle sedi decentrate dell’anagrafe, per esempio, con un testamento biologico scritto; questo verrà conservato, notificando l’identità della persona e la data, e consegnato ai medici in caso di necessità. In alternativa si può depositare al Comune una dichiarazione in cui si spiega dove è depositato il proprio testamento, ad esempio dal proprio medico o da un fiduciario». Il vantaggio rispetto alla scrittura privata? In questo caso il Comune certifica ufficialmente la data e la bontà formale del documento.