Il Comune ristruttura un rudere per le coppiette

Sergio Bagnoli

È lecito che un’amministrazione comunale impieghi fondi pubblici per restaurare un tipico casone ligure e destinarlo ad alcova per tutti quegli innamorati che vorranno trascorrervi un allegro week-end? La domanda se la stanno ponendo gli abitanti di Montalto Ligure, romantico paesino abbarbicato su di un colle della media Valle Argentina a non più di venti chilometri da Sanremo. Eppure il giovane sindaco Matteo Orengo, di area moderata, spalleggiato dal vice-sindaco Valentino Lanteri, sembra essere seriamente intenzionato a dar corso al progetto finalizzato a una promozione turistica del paese. Amato da molti cittadini provenienti dal nord-Europa, specialmente tedeschi, olandesi ed inglesi che il più delle volte qui hanno stabilito la propria residenza, Montalto è un paese che strenuamente combatte contro l’isolamento e l’invecchiamento della popolazione. La sua fondazione risale, narra la leggenda, a metà Duecento e fu opera di due sposini provenienti dalla vicina Badalucco su cui regnava l’arcigno conte Oberto della nobile stirpe dei Ventimiglia (quelli del famoso Corsaro Nero). Il signorotto badalucchese pretendeva di esercitare l’allora in voga «ius primae noctis». Fu così che i due piccioncini fuggirono sulla cima del vicino colle del Colletto ove vennero ben presto raggiunti da altri badalucchesi. Nacque così il paese di Montalto Ligure. Anche in rispetto di queste origini «Montalto intende dar vita, insieme a Verona e ad altri borghi sparsi per l’Italia, al circuito turistico delle città per gli innamorati», osserva il sindaco Orengo.