Comune, salta subito vertice con Fli

La Moratti invita all’incontro di maggioranza anche l’assessore Landi e La Russa mette il veto: &quot;O lui o noi&quot;. Riunione annullata ma scoppia l’incidente diplomatico. Intanto Fini battezza <a href="/milano/fini_prova_espugnare_milano_ma_gioca_solo_derby_ex/26-10-2010/articolo-id=482672-page=0-comments=1"><strong>Fli al teatro Derby</strong></a><br />

Il sindaco l’ha buttata lì a metà riunione. «Acceleriamo i lavori, perché alle 13 inizia la riunione allargata». Dopo il vertice con i colonnelli del Pdl - il ministro Ignazio La Russa, il commissario cittadino Luigi Casero, il capogruppo Giulio Gallera, i consiglieri Carlo Fi­danza e Marco Osnato, i capi­delegazione Riccardo De Cora­to e Giovanni Terzi - erano già pronti a salire le scale di Palaz­zo Marino quelli di Lega e Udc. «Ho invitato anche l’assessore Giampaolo Landi di Chiaven­na ». Il primo finiano in Comu­ne. Quello che da settimane chiede un riconoscimento po­­litico di Futuro e libertà, riven­dicando al nuovo partito di Gianfranco Fini il diritto di par­te­cipare ai vertici della maggio­ranza al pari degli altri partiti. Apriti cielo. La Russa è il primo a saltare sulla sedia, seguito a ruota da Gallera, Terzi, Osna­to. Un’iniziativa solitaria di Le­tizia Moratti che viene subito sconfessata dallo stato maggio­re del Pdl, perché «il riconosci­mento politico non va dato per scontato» le fa presente con fer­mezza il ministro alla Difesa. Se al tavolo siede Landi, esce il Popolo delle libertà è stato il ve­to che La Russa ha posto al sin­daco («se altri sono d’accordo a farlo partecipare lo dicano» ha aggiunto La Russa, ma le mani sono rimaste abbassa­te). La Moratti ha fatto presen­te che­l’invito era stato concor­dato anche con il commissario sull’aria che tira a sei mesi dalle elezioni, è dura tenere in­sieme le due anime ( e i coordi­natori) del partito: chi vuole evitare strappi in una città sim­bolo come Milano prima che sia chiarito il quadro naziona­le e chi sarà lo sfidante del cen­trosinistra (se Fli andasse da solo alle urne appoggiato ma­gari da centristi e delusi del Pd si rischierebbe il ballottaggio) e gli ex An, in netta chiusura con i futuristi. Per evitare polemiche il verti­ce allargato al resto della mag­gio­ranza è stato annullato 5 mi­nuti prima dell’inizio. Con i le­ghisti Matteo Salvini e Alessan­dro Morelli che hanno fatto in tempo a bere un bicchiere del vino prodotto dai Moratti e hanno girato i tacchi fiutando l’aria che tirava («litighino tra loro, non ci interessano beghe politiche. Ma per chi vuole la­vorare c’è posto, per chi vuole solo salvare la cadrega no»). Stessa sorte per il capogruppo dell’Udc Pasquale Salvatore («ma noi con Fli dialoghiamo, le frizioni tra finiani e Pdl non ci interessano e aspettiamo che parta per davvero il con­fronto sui programmi per la cit­tà, ogni giorno che passa è per­so »). E l’assessore Landi, che arrivato puntuale e con una certa soddisfazione all’incon­tro, ha ricevuto la telefonata del dietrofront mentre stava per salire le scale. Capita la ra­gione è partito all’attacco: «Si apre una china pericolosa di cui è impossibile ora valutare le conseguenze politiche. Mi auguro che sia solo un inciden­te di percorso, determinato dall’isteria politica del Pdl nel giorno in cui Fini viene a Mila­no ». Ma «è un fatto grave, e il Pdl ha smentito l’azione politi­ca della Moratti». Lo staff del Comune minimizza, fa sapere che il vertice è stato annullato per la concomitanza con quel­lo convocato dal coordinatore regionale Guido Podestà in Provincia. Dove il Pdl fa squa­dra e lancia una grande mani­festazione di piazza per fine novembre, «sarà l’ouverture della campagna per le comu­nali ». La Russa striglia la Mo­ratti: «Landi non è un proble­ma mio, parlate col sindaco è lei che lo ha invitato. La riunio­ne a cui ho partecipato era ri­servata al gruppo del Pdl e quindi non poteva essere invi­tato nessun altro, ad altre non avrei comunque potuto parte­cipare. L’allargamento della coalizione a Fli? Non essendo­ci al momento né un partito né un gruppo è un tema che non ho mai valutato». Il prossimo tavolo di maggioranza è rinvia­to all’8 ottobre: sindaco e Pdl hanno il tempo per trovare una quadra. Evitando di im­pantanarsi all’ultimo minuto.