Il Comune si prende i meriti dell’incontro fissato mesi fa

L’appuntamento è per lunedì, a Roma. Ore 15. Un altro incontro decisivo per il futuro di Fincantieri. L'ha spiegato al consiglio comunale l'assessore ai lavori pubblici, Mario Margini. «Un bel segno - dice l'assessore all’aula Rossa - il fatto che la convocazione sia arrivata dopo una intensa settimana di protesta, a Genova, proteste a cui ha preso parte anche il sindaco Marta Vincenzi».
Ma nell’agenda dell’assessore - interrogato sul tema in consiglio comunale dai consiglieri Danovaro (Pd), Piana (Lega Nord), Bernabò Brea (Gruppo misto) e Basso (Altra Genova) - manca forse un passaggio fondamentale: la riunione del 23 gennaio era già stata fissata da tempo. Niente a che vedere, quindi, con gli scioperi di piazza della scorsa settimana, con le lacrime di Marta Vincenzi tra i lavoratori. Neppure con l’ostruzionismo messo in atto dalla Fiom nei confronti della nave Oceania, l'ultima rimasta in costruzione nel cantiere di Sestri.
Sul tavolo dell'incontro, infatti, ci sarà la questione del ribaltamento a mare.
La convocazione era arrivata direttamente dal ministro allo sviluppo Corrado Passera, a cui parteciperanno i vertici di Fincantieri, la Regione Liguria, la provincia di Genova e il comune. Ma era già tutto previsto.
Ex area Enel di Sampierdarena
È l’ultima spina nel fianco della maggioranza di Palazzo Tursi. Nel corso del consiglio comunale di ieri pomeriggio, parte della maggioranza si è trovata distante dalla proposta presentata dall'assessore ai lavori pubblici Mario Margini. La proposta votata, il «preventivo assenso per la promozione di una variante al Puc», prevede la costruzione nell'area di via Pacinotti di edifici ad uso residenziale, alcuni uffici, una scuola materna, diversi parcheggi. Niente area commerciale, come era invece stato previsto in un primo momento. Durante la discussione qualcosa non è andato per il verso giusto: volumi troppo ingombranti per parte della maggioranza, anche se si tratta di costruire sul costruito. Ed è stata convocata in fretta una riunione del centro sinistra per cercare di far rientrare lo strappo, almeno in parte. «Ma si è trattato solo di una richiesta di chiarimento - spiega Franco Debenedictis, capogruppo Idv -, in merito a una scadenza indicata nella proposta». Ma Sel e Rifondazione comunista si sono dette contrarie al progetto. Risultato: proposta passata, ma solo per 3 voti a favore in più. Tra i no, Rifondazione comunista. Tra gli astenuti, Sinistra ecologia e libertà.