Il Comune si rifiuta di fare il ponte di via del Commercio

Il «ponte dei sospiri», si potrebbe chiamare così quell'ammasso di ferraglia sul quale quotidianamente gli abitanti di via del Commercio sono costretti a passare.
Come aveva raccontato «Il Giornale» qualche tempo fa, da tredici lunghi anni, dopo l'ultima violenta alluvione, il ponte in pietra è stato sostituito «provvisoriamente» dal Comune di Genova con una passerella fatta di tubi e legno. Peccato però che siano trascorsi tanti anni e il «provvisoriamente» sia diventato un «eternamente».
Il consigliere di Alleanza Nazionale Aldo Praticò ha chiesto, in sede di consiglio comunale all'assessore Valter Seggi, il perché dopo tredici anni, la situazione a Nervi sia sempre la stessa.
«È scandaloso - dice Praticò -, che queste povere persone siano costrette a vedere davanti alle proprie case un ponte pericolante che giorno dopo giorno cade a pezzi. È una situazione da terzo mondo».
La risposta dell'assessore ha però lasciato ben poco da sperare. «Se gli abitanti di via del Commercio vogliono un ponte nuovo devono farselo da soli», questo il succo della risposta.
«Il Comune - continua Seggi -, può intervenire con un piccolo contributo, ma quel ponte tengo a precisare che non è comunale».
Questa risposta ha suscitato alcune perplessità nel consigliere di Alleanza Nazionale che è intenzionato ad approfondire se davvero la passerella sia di privati cittadini. Ma si è discusso anche in merito al ponte «fantasma» poco distante, nelle frazioni di Ciurlo e Fascioli. Un ponte che non esiste più, abbattuto anch'esso dall'alluvione, ma molto utile ai residenti.
«Non è più possibile costruirlo - spiega Seggi -, ma con l'assessore Morgano siamo intenzionati a trovare una via alternativa».