Il Comune si sceglie la moschea E alla città non deve interessare

(...) Dove nascerà il luogo di culto islamico a Genova non può diventare un problema per la città. Come annunciato, a breve il Comune farà la sua proposta. Vedremo». Chi vorrà saperne di più dovrà attendere che sindaco e imam abbiano preso la loro decisione finale. Sette giorni, forse qualcuno in più, per sapere il luogo scelto: è questa l’unica concessione che l’assessore fa al consiglio comunale. O meglio, Ranieri restringe anche il campo delle ipotesi specificando quelle che sono le necessità dei musulmani. Cercasi moschea zona centrale, tranquilla, accessibile e visibile, ma non eccessivamente popolata, è l’elenco consegnato dall’imam a Marta Vincenzi. Tutti gli aggettivi messi assieme non fanno che corroborare l’ipotesi che la moschea venga realizzata proprio all’Acquasola.
Resta il problema di fondo. Cioè che l’eventualità non sarebbe cosa che riguardi i genovesi. Con buona pace di chi vorrebbe una scelta democratica affidata a un referendum, i cittadini dovranno restare fuori dalla prima e finora unica decisione assunta dal sindaco Marta Vincenzi in quasi due anni di governo. Decisione, quella sulla moschea, che evidentemente nella scala delle priorità del sindaco viene assai prima delle grandi infrastrutture e dei tracciati delle gronde, dell’impianto per lo smaltimento dei rifiuti, del waterfront (porto compreso), dei rincari sui biglietti dell’autobus, dell’ospedale del ponente, della Diga di Begato (il cui abbattimento in campagna elettorale era stato definito «la prima cosa che farò») e al limite persino dello stadio.
Chi non si arrende alle liquidanti parole di Ranieri è Alessio Piana, capogruppo della Lega Nord, che ieri si è presentato in Comune con un sacco a pelo insieme ad alcuni attivisti del Carroccio. «Occuperemo la Sala Rossa finché non ci daranno risposte», è stato il suo grido di battaglia, subito accolto dagli altri consiglieri di opposizione. L’ultimatum fa riferimento ai tempi accennati dallo stesso assessore alla Cultura. «Una settimana, poi, se non inizierà il dibattito e l’iter per l’approvazione in commissione o in consiglio l’occupazione andrà avanti a oltranza», fa sapere Piana, che ha già ottenuto l’appoggio di Raffaella Della Bianca, capogruppo di Forza Italia, Gianni Bernabò Brea (capogruppo Misti), Lilli Lauro (Lista Biasotti), e di fatto di tutta l’opposizione.