Il Comune sponsorizza i Dico e va in piazza con l’Arcigay

Il patrocinio alla manifestazione del 10 marzo rischia di essere un pronunciamento contro Prodi

Il Comune di Roma a fianco dell’Arcigay a sostegno dei Dico? Finora erano solo segnali di disponibilità, più che altro nei Municipi, ma ora è il Campidoglio che sembra aver fatto la scelta definitiva. Tanto da patrocinare la manifestazione di piazza Farnese del 10 marzo a favore dell’unione civile delle coppie omosex. «L’evento annunciato dall’Arcigay rischia addirittura di trasformarsi in un clamoroso pronunciamento politico contro il Governo Prodi sostiene il coordinatore regionale e deputato di Forza Italia Francesco Giro». L’appuntamento lo annunciano i manifesti dell’Arcigay che cominciano a far capolino sui muri della città. In basso la scritta «Diritti ora! Manifestazione per le unioni civili», in alto a destra lo stemma del Comune di Roma. L’annuncio non potrebbe essere più esplicito. A confermare la discesa in campo del sindaco Veltroni e della maggioranza capitolina è ufficialmente la stessa Arcigay con un comunicato stampa: «Il Comune di Roma patrocina la manifestazione del 10 marzo per richiedere una legge Nazionale sulle Unioni Civili, una legge che elimini le discriminazioni per le coppie conviventi, che purtroppo ancora oggi non si vedono riconosciuto nessun diritto, dall’assistenza sanitaria al permesso di soggiorno». «Per questo motivo - dice Fabrizio Marrazzo, presidente Arcigay Roma - abbiamo deciso, con il supporto del Comune, di fare una campagna che mostra la quotidianità della coppia, con delle foto Polaroid, sia perché in questo mese corre il 60° anniversario della prima macchina polaroid, sia perché per molti anni le Polaroid hanno accompagnato la vita delle coppie gay e lesbiche, che per motivi di riservatezza fotografavano così i propri momenti di coppia in modo che nessun altro potesse vederli». La campagna avrà un’ampia diffusione, con mille locandine affisse anche sugli autobus dell’Atac. Dal centrodestra giungono parole di fuoco. «Il patrocinio concesso dal Comune - rimarca Giro - dimostra che la giunta Veltroni è sottomessa ai condizionamenti della sinistra radicale e massimalista. L’evento annunciato dall’Arcigay rischia addirittura di trasformarsi in un clamoroso pronunciamento politico contro Prodi. Secondo i promotori della manifestazione che si terrà a piazza Farnese con la benedizione di Veltroni, Prodi è colpevole di aver scelto i Dico e non i Pacs, proprio nel momento in cui anche i Dico sono stati esclusi dal Dodecalogo per evitare spaccature nella maggioranza». «Delle due l’una - continua Giro - o la giunta Veltroni è scesa in campo contro Prodi e il suo governo sui Pacs oppure qui c’è qualcuno che predica bene e razzola male, dicendo tutto e il contrario di tutto». Secondo An «il corteo dell’Arcigay a Roma svela il bluff di Prodi». «Cosa pensano gli elettori e i rappresentanti istituzionali delle forze moderate del centrosinistra della decisione di Veltroni?» si chiede Bruno Prestagiovanni, vicepresidente del consiglio regionale. Una «follia» la decisione del Comune, per il capogruppo Udc Dino Gasperini: «Non trovo altre parole per esprimere il mio dissenso al presunto patrocinio che il Comune di Roma avrebbe dato alla manifestazione dell’Arcigay». «Neanche un euro deve essere speso da parte del Comune - prosegue Gasperini - per una manifestazione inutile, che spacca la società e non serve a nessuno. Se il Comune ha deciso di spendere, aumenti i fondi per le famiglie, per le ragazze madri che decidono di portare a termine la propria gravidanza. È inaccettabile e vergognosa qualsiasi spesa del Comune finalizzata a un nuovo Gay Pride. Chiameremo Veltroni a riferire in aula».