Il Comune spreca, il cittadino paga

Eliana Biagini

Le amministrazioni comunali spesso non si dimostrano molto oculate nell’utilizzo delle risorse finanziarie, anche perché i trasferimenti dallo Stato non costringono gli amministratori locali a rendere conto ai propri contribuenti di come hanno utilizzato il denaro. Questo modo di governare ha contribuito ad alimentare sprechi che si possono riscontrare anche nel Comune di Savona. Durante una seduta del consiglio, dedicata in parte all'approvazione del bilancio, il consigliere d'opposizione alla giunta di sinistra, Roberto Cuneo, ha attaccato la gestione dell'Azienda Consortile Trasporti Savonese, che nel 2004 ha perso 1,8 milioni di euro, e nel 2005 almeno altrettanto. «È stato sprecato anche un milione e mezzo per spese di consulenze, viaggi, e per un progetto di costruzione del Metrobus, che sarà da mettere a perdita, visto che il Metrobus, se si costruirà, sarà totalmente diverso da quello in progettazione, cioè su rotaia anziché su gomma» ha dichiarato Cuneo. Da parte dell'opposizione, è stata criticata anche la decisione della maggioranza di aumentare in modo ingiustificato il numero degli assessori.
La lista degli sprechi va ben oltre. È, infatti, noto che il ponte in cemento armato, di accesso alla Fortezza del Priamar, costato al momento della costruzione 500 milioni di lire, è stato recentemente abbattuto e sostituto da un altro, con un aspetto estetico addirittura peggiore di quello precedente. Accanto alla stessa fortezza, è stata realizzata la passeggiata di corso Mazzini, malgrado si sapesse già che una parte sarebbe stata inevitabilmente demolita, a causa della nuova viabilità che si dovrà realizzare per il collegamento con il porto. La situazione generale di spreco è arrivata al punto che, in sede di votazione del bilancio, il consigliere Buscaglia, del gruppo di sinistra «Noi per Savona», ha votato contro: «Da parte di questo comune un esame dello spreco e delle spese eccessive non è mai stato fatto; sprechi negli appalti e nei lavori pagati il doppio di quanto si dovevano pagare».
La Provincia non è da meno, a a partire dall’aumento delle indennità degli assessori e del presidente dopo le elezioni amministrative del 2004. Forza Italia e il gruppo Bellasio hanno lamentato le spese per le campagne informative «La Provincia c'è» e «Centri per l'impiego», per le quali sono stati spesi complessivamente 74.568 euro, in aggiunta alla somma di 6mila euro per un sondaggio realizzato dalla società Opimedia.