Il Comune sta col circolo «pericoloso per l’ordine»

Mozione respinta dalla maggioranza: il circolo Arci «Borgata Marinara» di Lerici resta al suo posto, nel salotto buono della città. Trovata droga? Può succedere. Accertata somministrazione di bevande alcoliche a soggetti in stato di ebbrezza? Un caso. Mancanza di tessera d'iscrizione? Da verificarsi. Frequentazione di tossicodipendenti e pregiudicati? Mica possono chiedere la fedina penale a tutti quelli che entrano. Eh, caspiterina, bisogna capirli, che venerdì sera, al consiglio comunale urgente richiesto dal Pdl per la revoca definitiva di ogni licenza e autorizzazione amministrativa a suddetto Circolo, si sono presentati almeno in 250 con la maglietta «Mai senza la Borgata». Hanno materializzato il dissenso e mostrato che sono tanti, dai venticinque anni in su, a difendere quel luogo-ruolo. Partono i consiglieri di minoranza a tracciarne la storia. Nulla contro l'attività sportiva e culturale del Circolo: c'è solo quel piccolo dettaglio dell'ordine pubblico e della sicurezza. A documentarlo gli atti dalla stazione carabinieri di Lerici e dalla compagnia di Sarzana. In sala esponenti delle forze dell'ordine e il mare di magliette animate pigiate contro il muro. Fischi, un «razzista» urlato, qualche applauso. Tutto sotto controllo. Viene letta la segnalazione dei carabinieri al sindaco: «I militari rivenivano all'interno del circolo un quantitativo complessivo di gr. 10 di hashish». Poi l'identificazione di 40 persone senza tessera d'iscrizione al Circolo, e di 4 in stato di ebbrezza: «Essendo luogo abitualmente frequentato da pregiudicati e tossicodipendenti - recita il foglio - in considerazione dei diversi episodi di disordine verificatisi nel tempo, ritenuto sussista grave pericolo per l'ordine, la sicurezza e la moralità pubblica, è stata redatta proposta al questore della Spezia». L'ex sindaco Tedoldi strabuzza gli occhi: e chi la sapeva 'sta storia; l'assessore alla città educativa, e già presidente Arci, Alessandra Alessandri giustifica una presenza i cui valori sono superiori agli argomenti portati in discussione, mentre il sindaco prende atto, non attiva alcun provvedimento, ma nei prossimi giorni incontrerà il Comitato dell'ordine pubblico per approfondire la questione. Ma Giorgio Grieco, capogruppo Pdl in consiglio, ha un sussulto: «La nostra richiesta di provvedimento era solo quella argomentata dai carabinieri. Oggi Lerici è isolatissima e piazza Garibaldi resta l'unico luogo d'incontro». Una piazza antica, ristoranti e bar sciccosi, e il locali comunali «dati in locazione all'Arci per 160 euro al mese, che in realtà diventano 80 - spiega Grieco - detratte le spese dei lavori fatti nei locali. La gran parte di Lerici sta con noi. L'insicurezza urbana, la concorrenza sleale praticata dall'Arci, la presenza della droga, le risse ed i disordini sono concentrati a Lerici nei locali del predetto circolo. Questo è il problema e va risolto». Tam tam del popolo Arci che in rete raccoglie anche la solidarietà di Francesco Caruso. Ma Grieco insiste: «Nessuna sindrome da generale Custer: i partiti di sinistra li difendono ad occhi chiusi ed alimentano quel brodo di cultura».