Il Comune studia di vendere ad Aem gli acquedotti

«Un’ipotesi interessante». Così il sindaco Gabriele Albertini commenta la possibilità che Aem, l’azienda elettrica controllata per il 43 per cento dal Comune di Milano, acquisisca parte di Metropolitane milanesi, società di proprietà di Palazzo Marino e che controlla l’acquedotto milanese, per gestire il servizio idrico. Una voce che ha cominciato a circolare dopo ultime le difficoltà incontrate nella privatizzazione della Sea. E comunque, «non ci sarebbe niente di anomalo».
«L’Aem - spiega Albertini - è ormai una società a prevalente capitale privato e quindi può concorrere come eventuale socio, come interlocutore, o come acquirente di una nuova società in cui l’idrico possa coniugarsi con altre attività produttive». Detto questo, «stiamo semplicemente facendo delle valutazioni su un’ipotetica fusione tra queste due società controllate dal Comune, ma per ora nulla di più».
L’eventuale «nuova società», di cui il sindaco parla a margine dell’incontro col generale Mauro del Vecchio, in partenza per Kabul al comando del primo corpo d’armata Nato italiano, «potrà congiungere l’Aem, ora che è allargata ad altri settori, ad esempio all’Asm di Brescia, o all’idrico».
Albertini, tuttavia, precisa che «non si tratta di una privatizzazione, ma semplicemente è una questione di riequilibrio tra capitale di rischio e capitale di debito».
«Dopo l’operazione Edison - precisa infatti il sindaco - Aem ha un capitale di debito, oltre a quello di rischio con cui ha effettuato questi acquisti che ha appesantito i suoi conti finanziari» E pur non essendo «una necessità cogente, l’opportunità esiste e la stiamo valutando».