«Il Comune tolga le tasse ai negozi di vicinato»

Eliminare le tasse comunali per i negozi di vicinato. Azzerandole totalmente. Almeno per chi decide di lasciare l’insegna accesa anche di notte. È la proposta lanciata dall’assessore regionale al Commercio e Turismo Stefano Maullu al Comune di Milano per agevolare i piccoli commercianti milanesi ed aiutarli a tirare un po’ di respiro in periodo di crisi. Un suggerimento che tuttavia suona tanto come una provocazione e una stoccata alla squadra del sindaco Letizia Moratti. Come a dire: occhio, non sta facendo abbastanza, ci vuole un intervento più deciso.
«Non credo siano sufficienti i contributi all’affitto di cui parla l’assessore Giovanni Terzi - sostiene Stefano Maullu -. Ci vuole qualcosa di più. Un vero aiuto ai commercianti lo daremmo azzerando le tasse comunali. Come ad esempio quella sulle insegne luminose. Del resto i negozi che le lasciano accese anche di notte prestano un servizio alla città: illuminano il quartiere e lo rendono più sicuro. Tanti negozi rappresentano una forma di presidio sociale. Penso a via Padova e a tante periferie di Milano». La Regione, dal canto suo, continuerà ad erogare finanziamenti a sostegno dei commercianti ma, sostiene Maullu, alleggerire il peso delle tasse chieste dal Comune è il modo migliore per dare un reale contributo ai negozi più piccoli. Il messaggio che arriva da Maullu: «Noi Regione facciamo la nostra parte con i contributi, voi Comune fatelo togliendo alcune tasse». Scopo comune è dare una mano alla rete commerciale storica della città.
Palazzo Marino, per aiutare i commercianti in difficoltà e salvaguardare il patrimonio dei negozi tradizionali, ha già messo a disposizione delle botteghe storiche un milione di euro. Obbiettivo: aiutarle a pagare affitti spesso impossibili di fronte a margini di guadagno sempre più ridotti. L’assessore alle Attività Produttive, Giovanni Terzi, ha lanciato un bando per i 219 esercizi doc della città che prevede un contributo a fondo perduto con voucher di cinquemila euro a sostegno dell’affitto. Ne possono usufruire 200 botteghe storiche su 219. Quasi tutte.
Ma non basta. «Il tessuto commerciale - incita l’assessore regionale - deve essere concepito come un grande patrimonio economico».
La proposta che arriva dal Pirellone sarebbe in linea anche con il piano di illuminare la città per renderla più sicura di notte, soprattutto nei quartieri maggiormente a rischio. Incoraggiare i commercianti a lasciare l’insegna e la vetrina accese fino al mattino contribuirebbe ad aumentare la sicurezza e a prevenire gli episodi di microcriminalità.