Il Comune trova lavoro solo per i rom

Alcuni zingari del campo nomadi di via Adamoli dai primi di aprile hanno trovato lavoro. Non si sa fino a quando, ma comunque, tre di loro lavorano già da circa 40 giorni. Finalmente, direbbero in molti, si sono rimboccati le maniche e adesso si danno da fare. Ma un piccolo particolare, apparentemente insignificante, a più di una persona fa venire curiosità e rabbia e in tanti si domandano perché, ad assumere i rom, siano stati gli «assistenti del distretto sociale della Valbisagno», un distretto a conoscenza dei gravi problemi di molti abitanti del quartiere, ma propenso, evidentemente, a dare lavoro solamente agli extra comunitari.
Qualche mese fa, proprio sulle pagine di questo giornale, sono state portate a conoscenza dei lettori le «attenzioni» di palazzo Tursi verso questo gruppo di nomadi che ottennero il numero civico (nel 2005), precisamente il 501/A di via Adamoli, in un piazzale fatiscente dove, in barba alle più comuni norme di igiene, vivevano (e vivono tuttora) 15 famiglie composte da una trentina di adulti e una sessantina di bambini. Famiglie che da allora usufruiscono gratuitamente di acqua, gas, luce e libri scolastici.
A quei tempi gli abitanti della zona si lamentavano per quel particolare «occhio di riguardo» del Comune verso chi, seppur senza lavoro, possedeva lussuose auto di grossa cilindrata, telefoni di ultima generazione e costosi impianti audiovisivi. (...)