Comune, turn over in giunta: dentro Bernardo, fuori Simini

Ieri incontro tra sindaco e Podestà sul rimpasto: Fi chiede Beretta al Bilancio e Terzi alla Cultura

Fuori Tiziana, entra Maurizio. Poi, Giacomo avanza e Giovanni guadagna. E Alan? Attende. Clic di Forza Italia verso il rimpasto a Palazzo Marino. Soluzioni tutte e comunque sul tavolo del sindaco Letizia Moratti che, ieri, ha incontrato Guido Podestà: novanta minuti di colloquio con tema gli assessorati dopo la poltrona lasciata vuota da Tiziana Maiolo.
Sì, al plurale, gli assessorati e non solo l’assessorato al Commercio che fu di Tiziana. Avvicendamenti che, chiosa il coordinatore regionale, tengono conto delle «legittime richieste del gruppo consiliare, che c’è e vuole contare». Già, mancano due assessori: Commercio e Cultura e c’è poi il peso delle deleghe in mano al sindaco. «In capo a Letizia Moratti c’è la delega al Bilancio che è cruciale per un’amministrazione comunale e per la questione dei trasferimenti dallo Stato» osserva Podestà. Come dire: «Lì occorre un assessore di peso, che sappia interloquire con Roma». Virgolettati su gruppo consiliare e delega che, senza troppa fatica, i cronisti declinano nel nome di Giacomo Beretta, attuale presidente della commissione Bilancio, e da sempre espressione dell’area ciellina.
«Non è un mistero» continua Podestà «che le due deleghe in capo al sindaco, Bilancio e Cultura, siano pesanti. E, si sa, non si può caricare sul sindaco né troppe competenze né troppe responsabilità». E, poi, c’è Expo da far decollare, «ne ho parlato già ieri con Mariastella Gelmini e ne parlerò domani con Matteo Salvini e Giancarlo Abelli». Vertici dove, sicuramente, il cognome che ricorre più spesso è quello di Maurizio Bernardo, ex coordinatore di Fi, ex assessore regionale e, oggi, uomo forte del Pdl alla commissione Bilancio della Camera dei Deputati.
Sarebbe lui, parlamentare azzurro sostenuto dai dirigenti lombardi e da alcuni ministri dell’esecutivo, il futuro assessore al Commercio e alla Moda, «essenziale in una città di servizi». Ma il gruppo consiliare si è già spaccato su Bernardo, con tanto di documento: «Il gruppo consiliare non si è fissato su una persona né su una rosa di persone. I ventun consiglieri hanno chiesto invece il riconoscimento del loro lavoro. E questo ci sarà, anche grazie all’ottimo lavoro svolto dal capogruppo Giulio Gallera» commenta il coordinatore Podestà. Tra i risultati, aggiunge, anche la scelta del sindaco di «ritornare a convocare tutti i consiglieri».
Chiaro a tutti, naturalmente, che ogni decisione sui nuovi assessori sarà «condivisa con gli alleati di governo» ma evidente che «nessuno può dirci cosa fare in casa nostra». Cornice, quest’ultima, dove s’inserisce la questione della Cultura e il post-Vittorio Sgarbi dove, non è un mistero, ci sarebbe la voglia di cimentarsi dell’assessore Giovanni Terzi. Azzerata invece ogni voce sull’uscita di scena dell’assessore Ombretta Colli, mentre sembrerebbe più vicino l’addio di Bruno Simini, assessore ai Lavori Pubblici, dicono i rumors di Forza Italia. Per lui, sostengono, ci sarebbe la poltrona di presidente della Metropolitana milanese.
Comunque vada, garantisce Podestà, «quello che sta accadendo è un tagliando di metà mandato, con davanti cinque anni per Expo e la città metropolitana che arriverà».