Il Comune «vieta» di possedere auto non catalitiche

Vietato avere auto non catalizzate. Anche se non inquinano come garantito dal bollino blu che lo stesso Comune impone. Lo dice il sindaco Pericu nella sua ordinanza n.342 che impedisce ai possessori di auto senza marmitta catalitica di circolare per cinque giorni alla settiman. Un divieto troppo restrittivo che i genovesi non accettano. Anche perché, scrivono al sindaco, «paghiamo il bollo auto e l’assicurazione per intero, e due bollini blu ogni anno. Il Comune deve allora rimborsarci i 5/7 degli importi pagati». La lettera firmata da Franco Brasesco, Antonio Ceccarini, Santa Gianotti e Maria Pina Bordonaro è dura ma molto civile, come riconosce lo stesso assessore alle politiche ambientali, Luca Dall’Orto.
La nuova ordinanza però è inflessibile: per 11 ore continuative dalle 8 alle 19, 5 giorni su 7, l’auto non catalizzata deve restare in garage. L’assessore al traffico Arcangelo Merella passa la pratica a Dall’Orto, il collega competente. Il quale, da parte sua, garantisce i cittadini che la loro protesta è fondata e verrà tenuta in considerazione «nella speranza di poter adottare, finita la sperimentazione, provvedimenti meno penalizzanti», ma li informa anche che il Comune è incolpevole, perché «il sindaco è costretto ad agire sulla base di norme di legge che vanno rigorosamente rispettate». Eppure i cittadini che «non per scelta» possiedono ancora auto non catalizzate chiedono solo orari meno rigidi e «corridoi» dove poter viaggiare per arrivare almeno nelle vicinanze del centro. Soprattutto, senza dirlo esplicitamente, fanno notare che i bollini blu imposti da Comuni e Province non servono a niente. Però bisogna farli e pagarli. Per intero.