Comuni, le imposte superano i tagli

Felice Manti

da Milano

C’è un luogo “comune” al quale le amministrazioni locali italiane non potranno più aggrapparsi. Da quattro anni sindaci e amministratori comunali continuano ad attribuire al governo l’aumento della pressione fiscale derivante dalle imposte comunali. «È colpa dei tagli ai contributi statali se siamo stati costretti ad aumentare imposte come Ici e addizionale Irpef», si sentono dire da tempo i contribuenti locali.
La verità che emerge da una ricerca dell’Ufficio Studi della Cgia di Mestre è completamente diversa. Secondo l’indagine condotta dal 2000 al 2003 la pressione fiscale dei Comuni è aumentata mediamente di oltre il 35%, a fronte di una riduzione dei finanziamenti e dei contributi statali verso le amministrazioni comunali inferiore al 15%. In soldoni, è il caso di dirlo, le tasse decise dai Comuni sono aumentate più del doppio rispetto ai tagli decisi da Palazzo Chigi.
Dalla fotografia che fornisce l’indagine le tasse decise dai Comuni italiani sono aumentate per un importo complessivo di 49,2 miliardi. Le entrate “extratributarie”, quelle derivanti cioè dalle tariffe e dai servizi ceduti alla cittadinanza, sono cresciute “solo” del 5,7%.
Tra le Regioni dove la stretta fiscale dei Comuni è stata più severa c’è la Valle d’Aosta, dove nel 2003 le tasse comunali hanno toccato i 49 milioni di euro, in rialzo di oltre il 66% rispetto al 2000. La morsa dei comuni delle Marche non è stata da meno (+50,5%), per un gettito complessivo di 650 milioni di euro. Al terzo posto, con 2,176 miliardi, gli enti locali piemontesi (+48,4%). I Comuni più virtuosi, dove la pressione fiscale è addirittura calata del 14,5%, sono quelli del Friuli Venezia Giulia
La Cgia di Mestre ha anche disegnato la mappa dei Comuni che dal 2000 al 2003 hanno subito una variazione, in positivo o in negativo, dei contributi e dei trasferimenti dallo Stato centrale. A sorpresa, la stessa Valle d’Aosta è quella che nel 2003 ha ricevuto il 43,2% in più rispetto al 2000. I finanziamenti statali ai comuni sono aumentati in tutte le regioni a statuto speciale. I Comuni più penalizzati sono stati invece quelli dell’Emilia Romagna (-47,8%), della Lombardia (-44,8%) e del Veneto (-31,9%).
Secondo Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre, «oltre all’effettivo aumento delle tasse locali i Comuni sono riusciti a rimpinguare le casse grazie a una decisa lotta all’evasione. Di fronte a un progressivo taglio dei trasferimenti - ha detto ancora Bortolussi - i Comuni hanno mantenuto in equilibrio i loro conti agendo sulla leva fiscale. Quando partirà il tanto agognato federalismo fiscale si verificherà un’inversione di tendenza».