«Comuni al verde? La loro salvezza è dare vita al territorio»

Alfredo Romeo, amministratore delegato di Romeo Gestioni, si gode un momento di apprezzamento collettivo dopo l'exploit dei primi 50 milioni incassati in soli quattro mesi dall'avvio della campagna di dismissioni del patrimonio di edilizia popolare. Un risultato che ha sorpreso positivamente anche il Comune di Napoli, che può segnare un punto importante a proprio favore dopo che aveva subito alcune contestazioni per aver scelto ancora una volta Romeo come partner. L'avvocato Romeo non vuole commentare il fatto di trovarsi spesso al centro di polemiche. «Per noi parlano i fatti - dice -; la verità è che l'azienda produce innovazione e valore e che siamo avanti di oltre venti anni nella mentalità operativa e soprattutto nel know-how gestionale integrato e globale. E con questa scienza dell'erogare servizi avanzati e su misura si devono confrontare amministrazioni e concorrenti».
Cosa intende Romeo per «scienza dei servizi»? «Faccio una premessa - risponde -. Abbiamo centinaia di clienti in tutta Italia e all'estero. Gestiamo 250mila immobili per un bacino di utenza di circa un milione e 300mila persone. Siamo bravi e ce lo riconoscono. Tuttavia non ci accontentiamo mai, soprattutto in termini di qualità. Sappiamo che si può fare meglio, studiamo ed elaboriamo piani e prototipi gestionali avanzati e li proponiamo. La prima reazione è sempre di sconcerto e di pregiudizio: ecco il solito Romeo pigliatutto. Invece basterebbe confrontarsi e trovare soluzioni comuni. Prendiamo Napoli: quei risultati, ottimi in termini di sole dismissioni, possono diventare una miniera d'oro per il Comune - e quindi per i cittadini - se solo si comprende che il passo successivo è la valorizzazione del territorio nel suo complesso. Un territorio che oggi rappresenta solo un costo, ma che invece è una risorsa straordinaria. Le faccio un esempio concreto. Nell'ambito di un accordo con il Comune di Napoli, abbiamo presentato il Progetto Insula-Borgo Antica Dogana per la bonifica di un segmento di città associato a un modello gestionale economicamente autosufficiente. Secondo i nostri calcoli, un utilizzo razionale e gestito dal privato, con la supervisione del Comune, delle risorse tributarie di frazioni di città chiamate Insulae, possono portare i benefici di cui le parlavo, con avanzo di risorse per il Comune stesso. In sintesi, fatto mille il tributo pagato da un cittadino-utente per spazzatura, illuminazione pubblica, giardini, parcheggi, passi carrai, pubblicità, fognature, videosorveglianza, ecc, noi crediamo che, correttamente regolarizzati, gestiti e valorizzati da chi ha la “scienza del servizio”, si possano avere gli stessi servizi migliorati e a minor prezzo, con margine per l'impresa che gestisce e avanzo positivo per il Comune che può investire altrove il “di più”, il tutto con un capillare processo di valorizzazione». Secondo Romeo il limite a quello che si può aspirare è «nelle paure delle amministrazioni. E nelle norme antiquate. Mentre invece il rapporto tra pubblico e privato, che sarà sempre più stringente per lo sviluppo e la rinascita delle nostre città, dovrebbe essere radicalmente semplificato, rinfrescato, rimodellato sulle nuove esigenze. Soprattutto quelle imposte dalla spending rewiew che tante nuove esigenze sta creando a cittadini e amministrazioni».