Comunione in ginocchio se il fedele riceve l’ostia dalle mani del Pontefice

Brindisi. Quell’inginocchiatoio piuttosto piccolo, aveva fatto capolino la prima volta durante la messa solenne del Corpus Domini, celebrata sul sagrato di San Giovanni in Laterano il 22 maggio scorso. Al momento della comunione, tutti i fedeli che avevano ricevuto l’ostia dal Pontefice si erano inginocchiati davanti a lui, come si usava fare un tempo, prima della riforma postconciliare, quando per comunicarsi i fedeli si disponevano in ginocchio attorno alla balaustra dell’altare in attesa che il sacerdote passasse.
Sabato pomeriggio a Santa Maria di Leuca e ieri a Brindisi è stato chiaro che quel recupero della tradizione non era un evento «una tantum», ma che è diventato prassi. Un'altra delle svolte determinata dal nuovo cerimoniere del Pontefice, monsignor Guido Marini, che già ha portato la croce al centro dell’altare e un uso più frequente di paramenti antichi o di foggia antica. Benedetto XVI ha approvato l’idea di rendere stabile l’inginocchiatoio per la comunione da lui distribuita: un segno concreto della venerazione per l’eucaristia stessa. Va detto che la novità interessa solo i fedeli che ricevono l’ostia dalle mani del Papa, non tutti i fedeli che partecipano alla messa, che anche ieri hanno continuato a ricevere l’eucaristia in piedi.