«Comunità cambiata»

Matteo Demonte, 33 anni, italiano, nipote di Angelo Wu, figura molto conosciuta in città, non ama le facili etichette. Il concetto stesso di comunità cinese a Milano per lui è riduttivo e fuorviante: «È ancorato alla vecchia immigrazione che, fino agli anni Novanta, connotava i cinesi solo per mezzo dell’economia etnica che essi producevano: ristorazione e pelletteria. Oggi sono una realtà complessa, con giovani che fanno professioni qualificate e non riconducibili a un singolo quartiere che, tra le altre cose, ha una storia ben diversa dalle Chinatown di Londra o San Francisco», spiega. Matteo ha approfondito il cinese grazie a una convenzione che permette agli stranieri la frequenza delle università di Stato in Cina a un prezzo conveniente. Anche questa è globalizzazione.