Comunità ebraiche, Luzzatto vuole lasciare

Il leader dell’Ucei criticato per un’intervista. Ma da Roma lo invitano a ripensarci

Silvia Marchetti

da Roma

Impegnato a difendere la comunità ebraica dal teorema Crosetto, Amos Luzzatto ha finito per offenderne una parte, seppur piccola. E così, in seguito a certi malumori per la sua intervista al Corriere della Sera, il presidente dell’Ucei intende dimettersi: «Si sono verificate polemiche e divergenze di giudizi su alcune mie dichiarazioni che mi fanno dubitare di essere tuttora legittimato da una maggioranza dei consiglieri». Questione che verrà affrontata domenica al Consiglio dell'Unione, in programma a Milano.
Tutto nasce da una «svista», da un errore commesso e poi subito corretto. Nell’intervista, Luzzatto aveva attaccato il teorema dell’azzurro Guido Crosetto (poi auto-correttosi), secondo il quale dietro al «caso Bankitalia» e all’offensiva contro Fazio si nasconderebbe la «massoneria ebraica» delle grandi banche, pronte a colonizzare l’Italia. Parole che per Luzzatto rischiavano di «far riemergere i fantasmi degli anni Trenta». E per di più sbagliate, visto che «la finanza ebraica in Italia è limitata a qualche singolo personaggio». Ma è qui che Luzzatto scivola, nominando alcuni imprenditori che «non sono ebrei malgrado il loro nome» e che vengono chiamati così «da chi non ha simpatie per loro». Tra i quali Camillo de Benedetti, fondatore della Fondiaria assicurazioni morto alcuni anni fa, che invece era ebreo. E nonostante la lettera di rettifica, ormai il danno era fatto.
Come racconta Riccardo Pacifici, vicepresidente della comunità ebraica romana, quell’errore fa infuriare il figlio di Camillo, Mario de Benedetti, che si dimette dal collegio dei probiviri dell’Ucei bollando l’errore di Luzzatto come «una vera e profonda offesa alla memoria di mio padre e della mia famiglia».
Ma non finisce qui, perché Mario riceve la solidarietà di alcuni consiglieri dell’Ucei. Attestati «istituzionali» che spingono Luzzatto a compiere il passo decisivo. Secondo Pacifici Luzzatto avrebbe «interpretato la solidarietà dei consiglieri come un atto di sfiducia sull’intera intervista». Sbagliando, poiché «sulla vicenda Crosetto c’è un consenso unanime». Insomma, si sarebbe costruito un «caso» esagerato sulla svista di Luzzatto. Pacifici non ha dubbi: «Le sue dimissioni verranno respinte». E la comunità romana, in una nota, lo invita «a non dare seguito alla sua decisione, tanto meno all’indomani dell'inaudito attacco» dell’esponente azzurro.
Di diverso avviso Claudia de Benedetti, sorella di Mario e consigliere dell’Ucei: «Non è dovere del presidente entrare in questioni che non riguardano l'ebraismo - tipo dimissioni di Fazio - anche se era doveroso rispondere a Crosetto». Aggiungendo di esserci «rimasta male, siamo ebrei da 25 generazioni e Luzzatto conosce perfettamente sia me che mio fratello». Insomma, non mancherebbe del dissenso ai vertici politici dell’Ucei. Ma c’è addirittura chi nella comunità ebraica ipotizza una manovra ad hoc per far fuori Luzzatto in vista delle prossime elezioni dell’Unione. La stessa Claudia de Benedetti conclude: «L'ho visto molto affaticato, onestamente penso sia stanco». E anche Pacifici ricorda le tematiche di divisione interna, in primis «la politica israeliana e l’amministrazione dell’Ucei».