Concerti e partite: la truffa on line del dj

Blitz in casa del disc jockey, tenta la fuga ma viene bloccato: in tasca gli trovano anche documenti falsi

Uno che si fa chiamare Acidino lo immagini come un furbetto, scaltro e sicuramente molto, anche troppo sveglio. E dev’essere proprio così. Altrimenti, con un tale nomignolo, e a 37 anni compiuti (quindi superata da un po’ l’età delle ragazzate) lui si limiterebbe a fare il suo lavoro - il deejay in feste private, locali ed estati trascorse tra la Sardegna e la Corsica - anziché fregarsene spudoratamente delle regole dei siti seri che vendono oggetti e simili e truffando senza ritegno la gente per bene che compra on line convinta di fare un affare. Invece è evidente che il «nostro» Acidino è rimasto così: stupidamente spensierato. Naturalmente a spese altrui. E riuscendo a raggirare ben 73 persone in tutta Italia. Gente che, in assoluta buona fede, gli ha pagato prezzi irrisori - utilizzando carte prepagate, bonifici bancari e vaglia veloci - convinta di ricevere a casa i biglietti dei concerti di Vasco, Biagio Antonacci, Ligabue e del «boss» Bruce Springsteen, di spettacoli teatrali, di partite di calcio, ma soprattutto attrezzature da disc jockey, strumenti musicali, professionali, luci, casse audio, microfoni. Tutto materiale che non arrivava mai al destinatario. E che, dall’agosto del 2006 secondo gli investigatori e la Procura di Milano, avrebbero fruttato ad Acidino dj almeno 50mila euro.

A bloccare gli affari illeciti di questo bel soggetto lunedì ci ha pensato la polizia postale milanese. I poliziotti lo hanno fermato nella sua abitazione in zona Maciachini arrestandolo in flagranza per ricettazione, falsificazione di documenti, utilizzo di documenti contraffatti e indagandolo a piede libero per truffe telematiche e furto.
Lui, Gianluigi M. (questo il vero nome di Acidino dj) ha cercato di scappare, ma stavolta gli è andata male. Al momento del blitz dei poliziotti, infatti, Acidino era distratto, troppo impegnato a fregarsi le mani perché, con il solito sistema, aveva appena truffato l’ultimo «pollo» e intascato un vaglia da 800 euro in un ufficio postale per la vendita fraudolenta di consolle da dj. In tasca i poliziotti gli hanno trovato anche i documenti contraffatti sui quali risultano le generalità di due palermitani. Carte d’identità realizzate, anche quelle in maniera truffaldina («rubando» cioè, a loro insaputa, l’identità a due perfetti sconosciuti) e grazie alle quali, fino a quel momento, era riuscito a camuffarsi e a farla franca.

Proprio grazie a questi documenti, infatti, gli investigatori della Polposta sono riusciti ad arrestarlo: nei mesi scorsi l’uomo era stato già raggiunto, per le sue truffe, dalla misura di prevenzione dell’avviso orale da parte della questura. E la Procura milanese, nella persona del pm Antonio Lamanna, nei suoi confronti aveva aperto un fascicolo. Tuttavia Gianluigi M. non poteva finire agli arresti perché gli venivano contestate truffe semplici, senza aggravanti.

Insomma: Acidino era tenuto d’occhio da un po’, ma era sempre riuscito a cavarsela. Da quando il tam tam sulle truffe on line e su siti del calibro di Ebay si era diffuso via internet e le querele avevano cominciato a fioccare in varie procure d’Italia, il dj, in un primo tempo, ce l’aveva fatta a mettersi al riparo e sui blog si era spacciato per l’ispettore del compartimento che aveva eseguito le perquisizioni e che, con nome e cognome, aveva così garantito sulla propria credibilità.

Adesso tutte quelle denunce sono state raggruppate dal pm Lamanna in un solo fascicolo e presto, con ogni probabilità, saranno raggiunte da altre. Intanto il magistrato ha chiesto per Acidino dj la convalida dell’arresto. E proprio per questo stamattina il truffatore online verrà interrogato dal gip Vincenzo Tutinelli. Che potrebbe rivelarsi molto più... Acido di lui.