Concessa la scorta al Pm che non fermò Delfino

Dopo le numerose lettere anonime con ingiurie e in parte anche minacce, giunte alla procura di Genova da ogni parte d’Italia nei confronti del pm Enrico Zucca, per avere indagato a piede libero (e non arrestato) Luca Delfino, sospettato di aver ucciso il 28 aprile 2006 l’ex fidanzata Luciana Biggi, una missiva più «pesante» è arrivata nei giorni scorsi alla procura di Sanremo. Conteneva non solo intimidazioni ma anche un proiettile. Il procuratore capo Mariano Gagliano ha inviato il plico alla procura di Torino competente a occuparsi dei magistrati liguri, sia quando sono parte lesa (come in questo caso) sia come indagati, dandone comunicazione all’omologo genovese Francesco Lalla. Delle lettere intimidatorie si è discusso in sede di comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza presieduto dal prefetto, che ha stabilito di mettere sotto vigilanza delle forze dell’ordine il pm Zucca. Tutto secondo le norme vigenti. A questo punto sorge spontanea una considerazione alquanto amara. Nulla purtroppo è stato fatto, anche a causa di carenze legislative, per sottrarre alla furia omicida di Delfino l’ex fidanzata Maria Antonietta Multari, massacrata il 10 agosto con 40 coltellate. Stamane l’assassino, difeso da Riccardo Lamonaca, sarà interrogato per la prima volta dal pm di Sanremo, Vittore Ferraro.