Conchetta, parla il prefetto: «Lo sgombero? È regolare»

Il rappresentante del governo boccia il ricorso del centro sociale:
«Solo una delibera del Consiglio poteva concedergli quei locali»

Gli ex occupanti del Cox lo chiameranno a testimoniare in giudizio, per dimostrare la loro tesi. Per il centro sociale il Comune ha agito «al di fuori della sua potestà». Questo è ciò che gli «sfrattati» sostengono nel loro ricorso. Ma il prefetto Gian Valerio Lombardi non dà molte speranze all’associazione, insediata in via Conchetta fino a giovedì, quando è stato sgomberata.
Signor prefetto, i legali del Cox hanno annunciato un’azione legale con tanto di richiesta di risarcimento danni. Come la valuta?
«Nel dettaglio della vicenda dovremmo chiedere al Comune. Intanto possiamo dire che il nostro è uno Stato di diritto in cui tutti possono far valere davanti a un giudice le loro ragioni».
Ma le sembrano fondate queste ragioni?
«A me risulta che il Comune abbia avviato una causa di sfratto contro l’occupazione abusiva, e mi risulta che non ci sia alcun contratto. Per questo il Comune ha chiesto alla questura di intervenire. E per questo non mi paiono fondate le affermazioni di chi contesta l’operazione, a meno che... ».
A meno che...
«A meno che non si dimostri nelle sedi opportune che c’è un titolo che giustifichi quella condizione a cui si è posto fine. Poi la questura, quando riceve una richiesta del genere, soprattutto da un ente pubblico, deve garantire una tutela immediata».
Si parla molto di questo accordo che sarebbe intervenuto con l’allora sindaco Paolo Pillitteri...
«Sì, ma dove sta questo accordo? Dove e come è stato formalizzato? Si dovrebbe esibire. Non mi pare neanche possa valere a concedere un bene del Comune la parola del sindaco. Soprattutto nel caso di una concessione a titolo gratuito. Sarebbe stata necessaria, mi pare, una delibera del Consiglio comunale. C’è anche un aspetto erariale da considerare».
Passando alla manifestazione dei centri sociali, questa ha creato nuovamente dei problemi...
«Posso dire che alcune manifestazioni hanno visto imbrattamenti e devastazioni non giustificati».
L’introduzione di alcune regole sulle manifestazioni pubbliche serve a evitare anche episodi del genere?
«Il ministro ci ha anticipato una direttiva, che non abbiamo ancora ricevuto, che ci invita a studiare, con i Comuni, delle linee guida per tutelare il diritto di manifestare insieme ad altri diritti dei cittadini, primo fra tutti quello alla fruibilità di certi luoghi e spazi».
Vi apprestate a compilare un elenco dei luoghi destinati a ricevere una tutela particolare?
«Insieme ai sindaci dovremo individuare dei luoghi di particolare valore religioso, monumentale, o anche simbolico, che debbano essere sottratti, in via generale, alle manifestazioni».
Questo vuol dire che in piazza Duomo non vedremo più alcun tipo di manifestazione?
«La volontà di procedere con un ragionamento condiviso risponde proprio all’esigenza di assicurare un’applicazione ragionevole di queste regole. Ci saranno sicuramente delle deroghe. E credo proprio che le campagne elettorali rientreranno fra queste deroghe».