Concordia, donna moldavain plancia con SchettinoIndagini sul timone

Riprendono le operazioni intorno al relitto. Identificati due cadaveri. Domnica Cemortan (<strong><a href="http://www.ilgiornale.it/fotogallery/domnika_cemortan_moldava_concordia/... target="_blank">FOTO</a> e <a href="http://www.ilgiornale.it/video/intervista_domnica_cermontan/id=costa_rag... target="_blank">VIDEO</a></strong>) avrebbe assistito all'inchino dalla plancia. In arrivo mareggiate. <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/costa_crociere_scarica_schettinoci_cost... target="_blank"><strong>Costa scarica il comandante</strong></a>. <strong><a href="/interni/nel_mirino_pm_telefonate_costa/19-01-2012/articolo-id=567636-page=0-comments=1" target="_blank">Nel mirino dei magistrati le telefonate</a></strong>

Riprendono le ricerche sulla Costa Concordia, dopo il vertice di questa mattina, durante il quale le unità impegnate sullo scafo hanno verificato che ci fossero le condizioni per ricominciare le attività intorno alla nave, che nella giornata di ieri si era mossa di circa un metro rispetto alla posizione in cui si è adagiata sul fondale davanti al Giglio.

I palombari della marina militare tenteranno oggi di aprire tre nuovi varchi a circa 18 metri di profondità sul ponte quattro, "in corrispondenza del corridoio di destra, cioè quello emerso", come dichiarato dal tenente di vascello Alessandro Busonero. Uno degli elementi che più preoccupano i soccorritori sono il vento e le correnti, che dovrebbero rafforzarsi nel pomeriggio. Due delle vittime recuperate nei giorni scorsi sono state identificate. Si tratta di due cittadini francesi, Jeanne Gannard e Pierre Gregoire.

I carabinieri hanno nel frattempo ultimato il recupero dei supporti informatici della plancia di comando della Concordia, compresi gli hard-disk dell'apparato informatico a supporto della navigazione, che insieme a quanto già recuperato nei giorni scorsi forma la scatola nera della nave.

L'attenzione rimane comunque alta per una serie di mareggiate in arrivo, che interesseranno "anche lo specchio di mare di fronte all’isola del Giglio, dove si trova incagliata la Concordia".

Specifiche indagini sul timone della nave Costa Concordia sono state decise dagli inquirenti per ricostruire la manovra verso il Giglio e l’impatto contro lo scoglio. Secondo quanto appreso, il timone fu completamente virato a dritta come se la nave, arrivando ad alta velocità, dovesse evitare l’ostacolo all’ultimo momento.

Gli inquirenti vogliono stabilire se il reale errore della plancia di comando sia consistito nella alta velocità tenuta sulla rotta "turistica" di avvicinamento al Giglio, 15 nodi, troppi per poter correggere la direzione in tempo senza andare a sbattere contro le rocce. La plancia di comando della nave avrebbe dovuto repentinamente virare il timone a destra per non urtare frontalmente la scogliera. La manovra sarebbe riuscita solo in parte e le rocce squarciarono la fiancata di sinistra per circa 50-70 metri.

Intanto, tra le ipotesi al vaglio ci sarebbe quella di bloccare la nave con dei tiranti in acciaio fissati alle rocce per evitare che la Costa Concordia scivoli nel gradone profondo settanta metri, che si trova venti metri più in là della posizione attuale. Una posizione solo provvisoriamente stabile, perché le tre rocce a cui è aggrappata la nave da crociera potrebbero presto rivelarsi inutili in caso di mareggiata.

Domnica Cemortan, la moldava in plancia

Mentre le operazioni sulla barca continuano, gli inquirenti sono entrati in possesso di una nuova pista, che potrebbe rivelarsi importante per far emergere dettagli inediti sulla notte del naufragio della Costa Concordia. I magistrati cercano una testimone della tragedia, una donna moldava, che avrebbe assistito all'inchino della nave da crociera dalla sala di controllo. Secondo le prime non informazioni emerse questa mattina la donna non figurerebbe nell'elenco ufficiale dei passeggeri registrati. Potrebbe essersi imbarcati, in condizione di semi-clandestinità, a Civitavecchia. Ad ammettere la sua presenza a bordo lo stesso comandante Francesco Schettino, cha avrebbe rivelato il particolare durente il lungo interrogatorio a cui è stato sottoposto. Testimoni che si trovavano sulla nave parlano di lei come "l'ombra del capitano", che la seguiva ovunque. La donna nel 2009 risultava imbarcata sulla nave Royal Star come ballerina.

Diversa la versione fornita da Costa Crociera, che questa mattina non confermava a TM News la presenza della ragazza a bordo. Secondo la compagnia la donna "risulta senza dubbio persona regolarmente imbarcata il 13 gennaio stesso nel porto di Civitavecchia e regolarmente registrata".

La donna, che la Procura sta ora cercando, potrebbe fornire nuovi particolari sui momenti del naufragio. In quel momento si trovava in una posizione ideale per vedere ciò che il comandante faceva. Secondo alcuni testimoni la donna, ospite di Schettino o di una altro ufficiale, si chiama Domnica Cemortan (guarda le foto), ed è originaria di Chisinau, in Moldavia.

A confermare l'indiscrezione anche la stamap, che ha intervistato la ragazza, 25enne. Ex impiegata di Costa Crociera, inizialmente identificata come traduttrice a bordo, più probabilmente ballerina anche per Costa, secondo la rete televisiva Domnica non faceva parte dell'equipaggio, ma sarebbe stata in viaggio. Intervistata da Jurnal tv, la Cemortan difende a spada tratta l'operato di Schettino, parlando di una manovra che ha permesso di salvare migliaia di persone. Nell'intervista la ragazza racconta anche della sua esperienza durante il naufragio, parla di una nave improvvisamente ritrovatasi al buio, dalla quale è riuscita a salvarsi conoscendone molto bene gli ambienti e seguendo le linee fluorescenti che conducevano verso le uscite. "Ho visto la morte con gli occhi una seconda volta, perché sapevo che nell'acqua si può resistere al massimo 20 minuti nei quali era necessari raggiungere la riva o salire su un'altra barca", racconta la ragazza, descritta in patria come un'eroina, il primo pensiero per la figlia di due anni: "Ho salvato molte vite". E conferma: al momento dell'impatto ero insieme a Francesco Schettino.