Concorsi, Alfano: una legge per impedire brogli

Dopo le notizie su presunte
irregolarità alle prove scritte al concorso per l’accesso in
magistratura il ministro della
Giustizia decide per la linea dura. E avverte: "Mai più concorso in magistratura per chi imbroglia all’esame e licenziamento per i commissari "ompiacenti"

Roma - Dopo le notizie su presunte irregolarità alle prove scritte al concorso per l’accesso in magistratura il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, decide per la linea dura. E avverte: "Presto una legge per impedire brogli ai concorsi".

Linea dura per i concorsi Il numero uno di via Arenula proporrà una legge che vieti a chiunque sia stato trovato a tentare di imbrogliare, a tentare di truccare al concorso di magistratura di ripresentarsi al concorso stesso. E spiega: "Questo è un tentativo di imbroglio, è un furto alla speranza di tanti ragazzi onesti e perbene che vogliono fare i magistrati senza trucco e senza inganno". Non solo. Il Guardasigilli ha poi aggiunto che proporrà anche il licenziamento dei componenti della commissione per il futuro che dovessero essere compiacenti rispetto a chi tenta con arteficio di essere avvantaggiato al concorso. Riguardo all’episodio di cui hanno riferito le cronache, il Guardasigilli ha osservato: "Abbiamo chiesto già e già ricevuto dal presidente della commissione di esame del concorso in magistratura una relazione dettagliata e comunico che la metteremo on line sul sito del ministero della Giustizia perchè tutti possano sapere".

La linea del Guardasigilli "Il candidato al concorso di magistratura - sottolinea Alfano - interrompe già in quel momento, nel momento cioè in cui tenta di imbrogliare, ogni rapporto fiduciario con lo Stato che dovrebbe assumerlo e quindi, nè in quella circostanza nè in futuro, questo rapporto potrà essere ripristinato". Proprio per questo, insiste il titolare del dicastero di via Arenula, è importante anche il licenziamento dei commissari d’esame che dovessero risultare compiacenti o collusi con il truccare il concorso, favorendo qualcuno. "Truccare il concorso - conclude il ministro - è un furto nei confronti della speranza di quelle migliaia di giovani onesti e preparati che a quel concorso partecipano".