Il concorso farsa per neo magistrati? Una bolla di sapone

Il concorso per 500 posti in magistratura, svoltosi a Milano fra il 19 e 21 novembre e finito nell’occhio del ciclone per le accuse mosse da alcuni candidati, sarebbe stato regolarissimo. Tutto pare finito in una bolla di sapone: la Procura di Milano e il Csm non avrebbero infatti riscontrato anomalie e irregolarità che giustifichino l’annullamento del concorso. Al Consiglio superiore della magistratura la Procura avrebbe anche fatto sapere che non ci sono gli estremi per iscrivere qualcuno nel registro degli indagati. Una ventina di esposti, arrivati sulle scrivanie di Palazzo dei Marescialli, sarebbero anonime e pertanto non ritenute credibili dai consiglieri, i quali invece sostengono di aver ricevuto segnalazioni da un paio di concorrenti sul corretto svolgimento delle prove d’esame e sul rigore dei controlli svolti. Finiscono insomma nel nulla le accuse lanciate qualche settimana fa intorno a un caso che si conclude senza colpe né colpevoli.